Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1441>
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Nuove ricerche sugli inizi del Pontificato di Pio TX, ecc. 1441
non si è presentata, che quella il giorno avanti esclusa dalla Consulta di dare un cono coattivo ai biglietti della Banca, mentre remissione di una nuova carta mone­tata esigerebbe un tempo per quanto breve, sempre troppo lungo per l'urgenza del bisogno. Vegga dunque il Consesso qual partito abbia a prendersi in così duro fran­gente, aggiungendo che per tale cagione sintomi di malumore si manifestano nel pubblico in questa stessa mattina, non solo contro la persona del Ministro, ma contro la Consulta medesima.
Unanime fu il Consesso nello spiegare sensi di sorpresa e di disgusto per questo nuovo incidente, non che di fermezza per sostenere ad ogni costo la dignità del suo officio. S'Impegnò quindi lunga discussióne per decidere se dovesse procedersi all'esame di sei progetti, sui quali le Sezioni riunite di finanza, e delle armi avevano presentato il loro rapporto, lasciando che il Ministero provvedesse da se all'urgenza del momento, ovvero di questa dovesse in qualche modo occuparsi ancora la Con­sulta.*) TI Sig. Lauri fece ben rilevare che non era questione se il Consesso dovesse o no cedere ad una intimidazione, cui egli non meno degli altri saprebbe resistere. Dichiarò che egli sarebbe il primo a proporre che si sospendesse ogni deliberazione, quando una mano di faziosi venisse a circondare il luogo- dell'adunanza. Essere tut­tavia debito della Consulta occuparsi della situazione del paese. Il Ministero ne fa conoscere l'urgenza al momento. Se si prendessero a discutere ad imo ad uno i sei progetti su cui le Sezioni han riferito la cosa anderebbe assai in lungo, e la Consulta assumerebbe una grande responsabilità.
H Sig. Principe Barberini propone che senza lasciare di occuparsi dell'esame di quei progetti, si riconoscesse nel Ministero la facoltà di provvedere come stimerà meglio in via d'urgenza; e tale dichiarazione si comunichi al Ministero seduta stante
Credono il Sig. Prof. De Rossi, e il Sig. Aw. Lunari che tale dichiarazione non sia punto necessaria, avendo già in sé il Ministero la facoltà di provvedere alle urgenze.
E dello stesso parere è il Sig. Principe Simonetti, osservando che la Consulta non è un corpo deliberante, ma meramente Consultivo.
Mons.r Ministro delle Finanze avverte che il caso d'urgenza non è contemplato dalla legge, e che il Ministero, avuto riguardo a quella solidarietà che ha contratto dopo l'emanazione dello Statuto fondamentale, ha pur bisogno di appoggiare le sue determinazioni al voto di quell'unico consesso di rappresentanti che attualmente esiste.
Sembra al Sig. Prof. De Rossi, che sé il caso d'urgenza non 6 affatto con­templato dalla legge, apparterrebbe solo alla podestà Sovrana il far si che vi si comprendesse.
Osserva il prelodato Ministro che se jeri la Consulta si fosse astenuta dal risol­vere sul progetto ohe le fu presentato dal Ministero, potrebbe non esser necessaria l'autorizzazione di cui si tratta: essere peraltro questa divenuta necessaria in seguito di quella risoluzione.
1) Quando i nostri rapporti crono presentati al Governo, lodavansigrandemento e si mostrava di prendere grande interesse alle proposte fatte, alle riforme suggerite. Ma poi sorgevano le difficoltà, si frapponevano indugi all'attuazione loro, e spesso Je proposte medesime erano messe nel dimenticatoio. Verainonte non si conseguiva nulla, MINGRETTI, Miei ricordi, voi. I, p. 314.