Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO
anno
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1939
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pagina
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1443
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Nuove ricerche sugli inizi del Pontificato di Pio IX, ecc. 1443
Il Consesso intanto ha incominciato a prendere in esame il primo di essi che propone una anticipazione di tre dodicesimi della Dativa di un anno.
Risulta dal Rapporto che le Sezioni riunite l'adottarono quasi all'unanimità aggiungendovi però quattro condizioni espresse nello stesso Rapporto.
Il Sig. Prof.r De Rossi propone che l'anticipazione di tre dodicesimi di Dativa sta limitata ad un solo dodicesimo.
Posta in deliberazione tale ammenda è rimasta esclusa ad una maggioranza di 11 voti contro otto.
Messa poi a partito la proposta anticipazione di tre dodicesimi, è stata ammessa con ondici voti favorevoli, otto contrarj.
Si è quindi mandata a voti la prima delle suenunciate quattro condizioni concepita nel seguente modo Che questi tre dodicesimi si versassero dai contribuenti nelle Casse degli Esattori Camerali nei prossimi mesi di Maggio, Luglio e Settembre, e a pieni voti è stata approvata .
Sìeguc la seconda condizione del tenore come appresso Che questi tre dodicèsimi si calcolassero non solo sopra la dativa ordinaria, ma anche sul totale del sopraccarico della dativa ìstessa, e degli addizionali por le spese di percezione: la qua! differenza porterebbe la somma di cinquecento settantun mila scudi in vece di quattrocentonovantacinque mila .
Su questa condizione qualche difficoltà si è affacciata dal Sig. Principe Barberini sembrandogli che sia un estender troppo l'aggravio.
D'altronde il Sig. Ingegnere Adriani ha fatto osservare che se si volesse limitare l'anticipazione alla sola dativa ordinaria, converrebbe rifare tutti i ruoli, la quale operazione porterebbe sensibile ritardo alla effettuazione del progetto.
Mandata a partito la detta 2" condizione è stata a pieni voti approvata. E cosi pure lo è stata ad una maggioranza di 17 voti contro due la 3" condizione del seguente tenore Che la restituzione della suddetta anticipazione si effettuasse negli ultimi tre bimestri del 1849 .
Mons.r Ministro delle Finanze crede mutile la 4* condizione, la quale porta che i contribuenti, i quali volessero sborsare i tre dodicesimi o in una sola volta, o in due rate, -cioè o nel mese di Maggio, e Luglio, potessero effettuarlo . Gli è sembrato che siffatta condizione supponga Una generosità quasi impossibile a verificarsi.
Il Signor Conte Mestai ha mostrato come a liberare da ogni difficoltà l'esercizio di una generosità che pur non è adatto impossibile, si era stimato opportuno l'aggiungere quella dichiarazione.
Ciò non ostante messo a partito se fosse o no da escludersi tal condizione, si è risoluto a pioni voti per l'esclusione.
Il Sig. Lauri osserva quanto sia giusto che imponendo l'aggravio di quell'anticipazione di Dativa, ri dischiudano in pari tempo i mezzi che sono indispensabili a soddisfarlo. Quindi si apro la via a proporre che l'approvazione del progotto sia accompagnato dalla condizione che il Ministero faccia aver corso al permesso della libera estrazione dei cereali, già votato dalla Consulta fin dal passato Febbraio.
Conviene pienamente in questo parere il Sig. Principe Simonetta, il quale attribuisce anche al divieto di quella libera estrazione la scarsezza del numerario.
U Sig. Ingegnere Adriani aggiunge che nelle Provincie l'unico mozzo di pagare è la vendita del grano. Propone il Sig. Conte Mastai che se il divieto non si togliesse osse fatta abilità ai contribuenti di pagare l'anticipazione anche in generi*