Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1445>
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Nuove ricerche sugli inìzi del Pontificato di Pio IX, ecc. 1445
II Sig. Aw. Lunati opina che colle misure adottate dal Ministero, e con quanto fu approvato dalla Consulta nella Sessione precedente siasi già bastantemente provveduto alla urgenza, e non doversi perciò assumere la responsabilità di ulteriori misure.
Monsignor Ministro delle finanze fa vedere l'insufficienza degli adottati provvedi­menti a ripianare un deficit che mensualmente si eleva sopra i quattrocentomila scudi.
Dimostra il Sig. C.te Mastai come tale insufficienza resta confermata dai riscontri, che egli ha raccolto in vari colloqui recentemente avuti cogli altri Signori Ministri su 11' ingente somma cui attualmente ascende la spesa per la forza armata.
Sembra al Sig. Aw. Lunati che quando le disposizioni già prese non bastassero converrebbe meglio estendere ad una maggior quantità la circolazione della carta che ricorre ad altri provvedimenti, tanto più che allora quando potrebbe essere posta in attività la tassa cui si riferisce il progetto, la Consulta di Stato sarebbe già cessata.
Posta dopo ciò la questione se abbia a prendersi in considerazione il suindicato progetto del Ministero si è risoluto per l'affermativa con nove voti favorevoli, e sette contrarj.
Mons. Ministro delle Finanze ricorda come egli nel suo rapporto sullo stato delle Finanze esibito al Santo Padre nel passato Novembre ragionando di una tassa che si sarebbe potato imporre Bulla rendita de* cambi censi e crediti fruttìferi non dissimulò le varie difficoltà che militavano in contrario. Fa peraltro avvertire che queste difficoltà avean luogo principalmente nel caso di una tassa stabile, e non già in quello di una tassa straordinaria, cui per una volta venissero direttamente assoggettati i creditori, come appunto si propone nel presente progetto del Ministero.
Crede il Sig. Principe Barberini che il progetto esponga ad un aggravio i poveri debitori stante il patto col quale si obbligano a sostenere tutte le tasse imposte e da imporsi.
Replicali Sig. Conte Mastai che se tale riflesso dovesse formare ostacolo, qualunque altro progetto di tassa si renderebbe ugualmente impossibile, essendo noto che tutte le tasse di loro indole ricadono sopra i consumatori.
Mons. Vice Presidente è di avviso che l'imposizione di cui si tratta dovrebbe essere concomitante una legge che determinasse il saggio del frutto del denaro.
B Sig. Avvocato Piacentini propone che oltre ai censi cambj, e crediti fruttiferi siano assoggettati alla tassa anche i Canoni posteriori al motuproprio del 1801 sul sistema daziario. E il Sig. Aw. Ciofi propone che vi sia pure compreso il Consolidato.
Teme il Sig. Aw, Santucci che adottandosi il progetto i debitori verranno a soffrire grandi strette per parte dei loro creditori, i quali per sottrarsi alla tassa si affretteranno di ritirare le somme date a rinvestimento.
Monsignor Ministro delle Finanze comincia dal rispondere a quella obiezione che desumeasi dai patti con cui sogliono i debitori obbligarsi a sostenere tutti i pesi imposti, e da imporsi, osservando che come i patti derogano allo leggi, così talvolta le leggi dero­gano ai patti. Adduce in esempio la recente legge suu'affraneazìone dei Canoni ecclesia­stici, contenente una amplissima deroga a qualsivoglia contraria convenzione. Ritiene perciò che eguale deroga dovrebbe aver luogo riguardo ai patti, di cui è questione, e così realmente la tassa rimarrebbe a carico dei creditori contro i quali e diretta. D'altronde niuna cosa e più giusta che chiunque ha una rendita sia tassato sulla stessa rendita e questo e il principio che ha prevalso in Inghilterra per introdurvi e*mantenervi una tassa di tal natura. Quanto poi all'estendere questa anche alla rendita consolidata ha osservato che trovandosi tale rendita in uno stato di discredito e già affetta da una