Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO
anno
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1939
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Alberto M. Gliisalherti
recentissima misura governativa, che ne ba pr otratta la scadenza al semestre, non sarebbe espediente intaccarla ulteriormente con una tassa.
Mons. Vice Presidente ammette in genere la giustizia del principio che i creditori delle rendite debbano sostenere la relativa tassa, ma non gli sembra legale la deroga a quo* patti, co quali trovasi pr evcntivamente caricata sui debitori qualunque futura tassa.
Il Sig. Aw. Piacentini non trova in quella deroga alcuna illegalità. Nota bensì un inconveniente, cui anelerebbe soggetta l'applicazione della proposta tassa, cioè che i soli crediti risultanti da pubblici Istromenti ne rimarrebbero colpiti, non potendosi degli altri aver contezza.
Mons. Ministro delle finanze riconosce che l'inconveniente sarebbe assai forte nel solo caso di una tassa stabile, poiché in allora i contratti non si farebbero più per istro-mento pubblico, ma per privata scrittura. E cosi doppio danno ne verrebbe al Governo, cioè perdita della tassa di registro, e di quella imposta sui crediti. Trattandosi però di una tassa temporanea non doversi gran fatto temere il suddetto inconveniente.
Considera il Sig. Aw. Vannutelli che la tassa sarebbe ingiusta rispetto a tanti e tanti che non esiggono dai loro debitori.
Risponde Mons. Ministro delle Finanze che questa circostanza non è particolare alle sole rendite dei crediti fruttiferi, ma può verificarsi ancora per qualunque altra rendita.
Infine si manda a partito il progetto come è stato presentato dal Ministero, e rimane escluso ad una maggioranza di nove voti contro sette.
Si passa al terzo progetto consistente nell'emissione di boni ipotecari fruttìferi del Banco di S. Spirito, e S. Monte di Pietà in Roma.
Crede il Sig. Aw. Lunati che il progetto non porterebbe alcun risultato, poiché essendo i boni suddetti cambiabili a vista l'avversione che si ha alla carta indurrebbe i possessori dei medesimi a cambiarli subito in numerario.
Rilevandosi poi dal rapporto delle due Sezioni riunite avere esse opinato ad unanimità che essendo i pubblici stabilimenti di credito sotto la tutela ministeriale, la Consulta dovesse rimettere questo terzo progetto alle decisioni del Ministero in genere, ed in ispecie del Ministero delle Finanze si è posto in deliberazione se si convenga o nò in tale parere delle Sezioni. Ed a pieni voti si è risoluto per l'affermativa.
Passatosi quindi al quarto progetto portante un prestito forzoso di due mìllionì di scudi a carico de Luoghi pii. Monsignor Ministro delle finanze ha esposto che il Santo Padre a tutela del principio ecclesiastico richiese in proposito il voto di una Congregazione Cardinalizia, le cui ultime risoluzioni comunicate allo stesso Ministro non prima della scorsa sera porterebbero una nuova fusione del quarto progetto col quinto, il quale si riferisce ad una emissione do1 boni del Tesoro.
Eseguitasi in fatti la lettura di un foglio recato dal medesimo Monsignor Ministro delle Finanze, nel quale asseriva egli contenersi le dotte risoluzioni, udì il Consesso essersi stabilito che I Procuratori Generali, o superiori dei Corpi Regolari, e di altri Istituti ecclesiastici non potendo soccorrere noi momento la R. C. Applica con un imprestito, uniranno intanto alcuni fondi idonei a quelli che dalle proprietà Camerali il Governo ha già destinali ad assicurare mediante speciale ipoteca i boni fruttiferi, che verranno emessi fino alla somma di un millione. In conseguenza di che il valore complessivo dei beni da ipotecarsi sarà di un millione e mezzo. A ciò ai aggiungeva l'amortizzazione de boni da non esigersi che dopo un sessennio, ed altre condizioni e modalità dettagliate nello stesso Foglio .