Rassegna storica del Risorgimento
STATO PONTIFICIO
anno
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1939
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pagina
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1451
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Nuove ricerche stigli inìzi del Pontificato di Pio IX, ecc. 1451
11 Sig. Conte Mastai avendo preso la parola si è fatto a considerare l'acer bi tà delle riforme, e l'odio che ne potrebbe derivare alla Consulta di Stato per averle proposte. Ove queste fossero mandate ad effetto non si farebbe che accrescere la miseria, e contrarre responsabilità. Dalla premessa regola generale si potrebbe però eccettuare qualche articolo di dettaglio su cui potrebbe farsi cadere la discussione. Tale sarebbe la stampa dei pagherò annoverata tra le economie suggerite dal rapporto finanziero presentato alla Santità di Nostro Signore da Monsig.r Ministro delle finanze.
Essendo le ore i/2 è intervenuto all'Adunanza il Ministro predetto, e quindi Monsig. Vice Presidente ha posto la questione se si creda di prendere inconsiderazione in genere il rapporto della Sezione delle Finanze .
Fattasi la votazione il Consesso ha risoluto per l'affermativa ad unanimità.
Il Sig. Conte Mastai ha continuato a dire essere egli di sentimento di ridurre la spesa della stampa dei pagherò, o di lasciare al Ministero l'adozione delle altre misure, ed invitato da Monsig. Vice-Presidente a formulare la mozione l'ha proposta nei seguenti termini.
Che la Consulta prenda in considerazione la riforma indicata dalla Sezione delle Finanze nell'articolo 5 del presente rapporto, e che per il resto rimetta alla prudenza del Consiglio de' Ministri l'adottare quelle riforme economiche che riputerà eque e vantaggiose all'Erario.
Messa a partito tale mozione è stata approvata con 11 voti favorevoli sopra 7 contrarj.
Sopraggiunto alle ore 11 3/4 il Sig. Ministro dei lavori pubblici è stato informato delle precedenti deliberazioni.
Monsig. Vice-Presidente ha dopo ciò mosso dubbio circa la possibilità di portare innovazioni alla stampa dei pagherò essendo forse questa connessa con le operazioni del così detto Castelletto.
Il Sig. Ingegnere Adriani ha rilevato che le operazioni anzidette non restano punto impedite quand'anche si adotti il metodo del doppio bollettario per le giuocate, come si prattica in altre parti d'Italia.
Avendo però Monsig. Ministro delle finanze fatto conoscere di aver preparato un rapporto sullo stabilimento della Tipografia Camerale in cui si tratta anche della stampa dei pagherò, è sembrato indispensabile di rimetterne ad altro tempo la discussione in attesa del suindicato rapporto.
Il Sig. Principe Simonetti ha dopo ciò preso la parola, e ritenendo che in conseguenza della prima deliberazione con la quale si era deciso di prendere in considerazione in genere il rapporto della Sezione delle finanze la Consulta doveva discendere ad un esame speciale di quanto vi si propone, ha dichiarato apertamente che la mozione del Sig. Conte Mastai non doveva essere provocata in opposizione della prima risoluzione, e che perciò il Consesso sia stato indotto in errore.
Monsig.r Vice-Presidente ha replicato che nel proporsi lo questioni a risolversi devesi seguire l'ordine della discussione corno si è fatto, e cho nel modo stesso che è in libertà di ciascun Consultore di promuovere le questioni, cosi rimane in piena facoltà della Consulta di ammettere o di escludere le proposto nella sua votazione adottando quel partito che essa creda migliore.
H Sig. Ministro dei lavori pubblici, premossa la protesta ohe egli non intende d'intromettersi nella differenza delle opinioni, ma di presentare unicamente alla Consulta i riflessi ai quali si erede obbligato, ha fatto considerare ohe il Ministero non ha bisogno