Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1452>
immagine non disponibile

1452
Alberto M. Ghisalbrtì
di essere autorizzato alle riforme, ha bensì bisogno del parere della Consulta su quelle che si credano di adottare. Non sarà difficile al Ministero di poter lare riforme se sarà appoggiato dalia Consulta e guarentito da odiosità. Ha rammentato che due specie di responsabilità esistono; una di Consiglio per parte della Consulta, l'altro di esecuzione per parte del Ministero.
Monsig.r Ministro delle finanze si uniforma a questo parere, ed aggiunge che alcune riforme si potrebbero eseguire benché l'anno si trovi inoltrato. Altre riforme consigliate in massima dalla Consulta potranno applicarsi dal Ministero. ')
Dopo di ciò avendo Monsig.r Vice-Presidente per sua delicatezza richiesto al Consesso se credeva di ripetere la votazione, il Sig. Ministro de' lavori pubblici ha suggerito che a questa si sarebbe potuto dar luogo esprimendo la domanda fatta dai Ministri per l'esame del rapporto.
Varie essendo le riforme proposte nel rapporto della Sezione, il Sig. Lauri domanda quale sarebbe il metodo dell'esame da tenersi nel caso che la Consulta vi si potesse decidere. Domanda se si avesse a portare discussione sulle cifre del preventivo, ovvero sulle riforme in via di massima. Vede egli necessaria una distinzione; perciocché non saprebbe come si potessero approvare delle cifre che non si conoscono, e che sono dubbie alla stessa sezione. Purtroppo bramerebbe che la Consulta dopo essere stata chiamata a votare sopra varie gravezze, si trovasse in grado di progettare una qualche econo­mia segnatamente su di un preventivo che produce ribrezzo per la enormità delle spese. Conclude che se ha dovuto votare contro l'esame dei diversi articoli, ciò è avvenuto perchè la Sezione non ha proposto le cifre alle quali si dovessero ridurre quelle dei Preventivo.
Il Sig. Professore De Rossi osserva se la Consulta possa recedere dalle sue risolu­zioni sulle domande del Ministero. E benché il Sig. Ministro dei lavori pubblici abbia replicato che non esiste legge in contrario, il Sig. Professore ha proseguito a dire che pronunciato un giudizio non era lecito di revocarlo poiché in caso diverso qualunque questione non avrebbe mai toccato il suo termine.
Sembrava al Sig. Aw.to Ciolì che volendosi dal Ministero dividere la responsabilità con la Consulta potrebbe essere sufficiente che da questa si riconoscessero gli abusi.
11 Sig. Peda al contrario diceva che se hi risoluzione si fosse riconosciuta erronea non sarebbe stato certamente di vergogna il correggerla. Che anzi riteneva di mancare al proprio dovere facendo diversamente.
Monsig.r Vice-Presidente benché, opini che la Consulta potrebbe ritornare sul­l'esame del preventivo por decisione del Ministero, ha pregato il Sig. Principe Simonetta a formulare la sua proposta, alla qua! cosa si è il Sig. Principe ricusato con dichiarare che intendeva di ritirare la sua mozione.
Quindi il Sig. Aw. Piacentini dubitando che la risoluzione presa potesse realmente essere d'impedimento a prendere in esame il rapporto della Sezione ha formulato la seguente questione:
Se si crede che la risoluzione presa osti alla discussione dell'intero rapporto .
E posta in deliberazione da Mone. Vice-Presidente si è risoluto per l'affermativa a maggioranza di 11 voti sopra 7.
Dopo di che si è posto termine alla sessione ad una ora pomeridiana
i) Sull'attività della Consulta nel campo finanziario ved. quanto ebbe a dire il Lauri nella seduta del Consiglio dei Deputati del 12 luglio, Assemblea oit., voi. VI, p. 308.