Rassegna storica del Risorgimento

STATO PONTIFICIO
anno <1939>   pagina <1456>
immagine non disponibile

1456 Alberto M. Ghisalherti
Soggiunge il Sig. Professor De Rossi che la responsabilità sarà sempre del Mini­stero. Potrà questa diminuire quando egli segua il voto del Consiglio di Stato: si aggraverà quando se ne allontani cosicché è nell'interesse del Ministero di ricercare il parere del Consiglio.
Osserva il Sig. Conte Marchetti che l'articolo porta in modo assoluto le materie cui deve occuparsi il Consiglio e mentre crede che il Ministero debba sempre sentire il Consiglio di Stato è di parere che 1* articolo sia tale da pò ter velo obbligare.
Avendo però il Sig. Aw. Lunati nuovamente fatto riflettere che tutte le leggi distinguono i casi nei quali si debba sentire il Consiglio e che nelle leggi che si portano alla discussione dei Consigli rappresentativi non è necessario di sentire il Consiglio di Stato, ha proposto la seguente questione che si era formulata dal Sig. Aw. Piacentini.
Se l'art. 6 si debba rimettere alla Sezione per distinguere i casi nei quali i Ministri siano obbligati di sentire il Consiglio di Stato.
E con parità di otto voti favorevoli ed otto contrarj, si è risoluto per rafferma-riva, preponderando il voto di Monsig. VicePresidente dalla parte a favore.
Riguardo all'art. 7 il quale ammette il Consiglio diviso in Sezioni non sembra al Sig. Lauri che la disposizione raggiunga Io scopo, poiché alcuni affari sarebbero decisi da piccolo numero di Consiglieri, che sebbene dotati di scienza, potrebbero non essere versati nelle materie di cui si avesse a trattare. Potrebbe anche mancare nelle Sezioni stesse qualche individuo e la difficoltà si farebbe maggiore. Propone perciò di togliere l'articolo, e che tutto intero il Consiglio si occupi degli affari trovandosi cosi in esso riunite tutte le capacità necessarie per appigliarsi almeno al partito migliore.
Crede egualmente il Sig. Aw. Vannutelli che con soli 10 Consiglieri non si pos­sano formare le Sezioni, e convenendo col Sig. Lauri opina che alla circostanza si potrebbero formare le Commissioni.
Osserva il Sig. Aw. Lunati che il Consiglio di Stato si trova diviso in sezioni presso tutte le Nazioni,, ed insieme con lui riflette il Sig. Professor De Rossi che tale sistema agevola lo studio, e sollecita il disbrigo degli affari. Ciascuna Sezione può anche chiamarne altra per riceverne le cognizioni opportune. Il Consiglio di Stato come corpo deve avere alcune attribuzioni tutte di lei proprie altre ne debbono avere le Sezioni,
Il Sig. Aw. Gioii insiste sul voto espresso dalla Sezione per l'aumento del numero di Consiglieri.
Monsig. Vice-Presidente riflette che fl. voto della Sezione non porta che un desi­derio che forse il Governo non potrà secondare per non ferire lo Statuto; mentre il Governo stesso richiede dalla Consulta la formazione di un regolamento.
Replica il Sig. Professor De Rossi che alla Consulta tuttora esistente non è vier tato di esprimere i suoi derider], e dopo lui il Sig. Principe Odescalchi che esprimendosi già questo desiderio nel rapporto quando piaccia al S. Padre di ammetterlo, sarà allora luogo ad aumentare il numero dei Consiglieri nelle Sezioni.
Posta dopo ciò da Monsig. Vice-Prendente la questiono e so si creda di ammettere la divisione del Consiglio di Stato hi Sezioni e per conseguenza l'intero art. 7 è stato ammesso con 9 voti favorevoli sopra 7 contrarj.
L'articolo 8 è stato parimenti ammesso con maggiorità di 11 voti sopra 5 contrarj.
Circa l'artic, 9 non sembra opportuno al Sig. Lauri che si faccia ivi menzione di una commissione di Ufficiali per gli affari militari, sperando che cessati i bisogni