Rassegna storica del Risorgimento
1857-1859 ; LOMBARDO-VENETO
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1939
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1474
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1474 Lina Gasparini
Homodei, provvisto del suo passaporto, voleva attraversare il Po al transito alla Becca per recarsi a Stradella; ma fu fermato dall'impiegato di finanza che voleva visitare la sua carrozza.
Egli, pensando che si avrebbe potuto fargli anche una perquisizione personale, si diede a fuggire, tolse una lettera dalla tasca sul petto, la strappò in molti pezzi e la gettò via.
Il finanziere ne raccolse quanti frammenti potè, prese la species facti e mandò il tutto unitamente al passaporto alla i. r. Delegazione.
Colà furono messi insieme i pezzetti ritrovati; ne risultò che Homodei comunica al suo amico Dell'Era a Torino, al quale la lettera è diretta, che tutto procede meravigliosamente secondo il loro intendimento, e che i fogli piemontesi proibiti, non solo circolano fra gli amici in Pavia e poi, portati a Milano dalTHomodei, vengon messi in circolazione anche colà; ma che egli ha pure trovato il modo di introdurre quei fogli nel Veneto. Inoltre quella lettera contiene una notìzia" menzognera da Milano.
Homodei, conscio della sua colpa, si tiene nascosto; vengon fatte ricerche per
poterlo arrestare, trasportare a Milano e perquisire.
Danter Oberst (?).
V. (Tedesco nell'originale).
Già nel gennaio del 1855 era stata effettuata una indagine contro il Cavaliere Francesco Homodei di Pavia poiché era indiziato di inviare corrispondenze in senso ostilissimo verso Pi. r. Governo al noto giornale piemontese L'Opinione, allora redatto da Bianchi Giovini.
Anche se non risultò nulla che giustificasse una procedura penale, tuttavia quell'investigazione diede una piena persuasione morale, in base alla quale la Luogotenenza lombarda con decreto del 13 gennaio 1855 N. 13987 B. ritenne di esonerare il cav. Homodei dalle cariche che rivestiva di Deputato comunale dei Corpi Santi di Pavia e del Comune di Calignano, come del posto che copriva di direttore senza soldo del Monte di Pietà, e lo pose sotto la sorveglianza politica, ammonendolo che ove rinnovasse l'espressione dei suoi sentimenti contrarli al Governo verrebbe allontanato dalla sua patria situata alla frontiera e confinato nell'interno della monarchia.
H 14 corr. l'Homodei mentre stava per passare in Piemonte fu fermato dall'impiegato daziario del posto di confine alla Becca e fu da questi richiesto dell'abituale visita di servizio per cui l'Homodei doveva col pretesto della ricerca del dazio, venire assoggettato ad una perquisizióne.
Per evitar questo 1* Homodei prese la fuga, sbracciò mentre correva inseguito dalle guardie una lettera, e ne gettò i pezzi in un vicino fossa lo. Fu arrestato, ma sotto sua parola d'onore che si sarebbe presentato spontaneamente al Delegato provinciale, gli fu concesso Ubero ritorno a Pavia. Mantenne la parola, si presentò al Delegato, però invece di dire la verità sporse delle lagnanze contro gli agenti daziari.
All'Ufficio daziario era riuscito intanto di ripescare la maggior parte dei pezzetti di carta caduti nell'acqua; questi, ricomposti al Commissariato di Pavia, formano ima corrispondenza ostile al Governo, che egli dirigeva di nuovo al giornale L'Opinione.
Trovato cosi un appiglio per agire contro 1* Homodei, si decretò il suo arresto
e la perquisizione al suo domicilio. Frattanto però egli era fuggito all'arresto, e la
perquisizione rimane senza notevoli risultati.
Martincz.