Rassegna storica del Risorgimento

DANDOLO EMILIO
anno <1917>   pagina <183>
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dei Bersaglieri nella passata gueròar e. pel sapere e l'attività con cai da qualche anno attendo all'arte sua. V. S. metterà E colmo ai suol favori a mio riguardo se vorrà, prendersi cura di questa mia rispet- tosa preghiera, 'jkggradlsea ÉÌÉlI la S- IStW*
Tre giorni dopo si rivolgeva al generale Durando eie l'aveva chiesto come suo ufficiale d'ordinanza al generale Lamarmora e gli comunicava il decreto col quale S. W gli concedeva la facoltà di ve­stire la divisa del corpo dei bersagfe coi distintivo del grado di sottotenente. Nello stesso tempo T'avvertiva che nella sua condizione di suddito austriaco, d'accordo e con l'autorizzazione del Ministero, era venuto nella determinazione di partire per Costantinopoli ove avrebbe atteso' l'arrivo del corpo spedizìonario. Ma, come è noto, in seguito alia discussione in Senato della proposta di legge per la sop­pressione delle comunità religiose e alla crisi ministeriale, divenuto il Durando ministro della guerra, fu messo a capo del corpo di spe­dizione il Lamarmora.
Il 27 febbraio intraprendeva il suo secondo viaggio in Oliente, ma con animo ben diverso, come lasciò: iscritto nel suo albo di memorie.
Non pì*u alito animatore né entusiasmo per la guerra; l'animo ammalato, annoiato del presente, poco fiducioso del futuro, va in cerca di sorte migliore lontano dalla patria per non rimanere in città a pas­sare una villa d'ozio, di teatro e di caffè, fra le ambizioni meschine e il rimpianto del passato.
Avrebbe voluto, prima di procedere nel suo viaggio, accorrere a Lucca a salutare la sventurata Gar inclita Fé Manara, l'affettuosa moglie di Luciano, suo compagno nei numerosi perigli, eroicamente caduto a Villa Spada, ma in causa dell'inondazione dell'Arno dovette fermarsi a Livorno.
Giungeva a Costantinopoli il ÌQ marzo, più di un mese prima che in Alessandria Vittorio Emanuele passasse in rassegna il corpo di spedizione che stava per muovere alla volta di Crimea ove si com­batteva una guerra fondata sulla giustìzia, dall'esito della quale doveva dipendere la tranquillità dell'Europa e le sorti del nostro paese. Di là, passato! ;dii pimi d'aprile col quartier generale francese a Sebastopoli, si dispose ad inviare notizie al Cavour sull'andamento
della guerra.
Ha 'ecco che al momento di inviarle gli arrivano dall'Italia voci di minacce. 11 sospettoso governo austriaco della Lombardia che gli aveva concesso il passaporto, lontano dal pensiero che; se ne servisse per presenziare e con divisa pieinotìiese alla guerra, venuto a cono*