Rassegna storica del Risorgimento
1857-1859 ; LOMBARDO-VENETO
anno
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1939
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pagina
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1481
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Reiasioni della polizia segreta austriaca, eco, 1481
Nella Calle della Fava, su la porta di una casa le parole: WVItalia, Wil Piemonte.
Nella Calle Spadaria sulla porta d'un negozio le parole: W il Piemonte e la libertà.
Nella Calle Basso pure sulla porta chiusa di un negozio le parole: Morte ai tedeschi.
Nella merceria di S. Zuliano sulla porta di un negozio le parole: Viva VItalia. Nella stessa mercerìa, pure sulla porta chiusa d'un negozio, le parole: Viva V Italia, Queste scrìtte furono cancellate e segnalate al Tribunale Criminale di qui. Indagini per rintracciare l'autore sono in corso.
Franceschi ni.
XV,
(Tedesco neWoriginale). Venezia, 17 aprile 1857.
Apprendo in via confidenziale che è stato redatto dal Console generale francese di qui, barone Denois, un rapporto molto moderato al Governo francese sull'inaibe-ramento del tricolore il 22 del mese scorso. In esso il fatto è stato narrato come cosa del tutto isolata, senza alcuna portata politica, e con l'osservazione che l'accaduto è stato appreso dalla popolazione con scontento, ed è stato assai biasimato.
Tuttavia il Governo francese gli avrebbe risposto che le cose non andarono così, com'egli le ha descritte, egli deve perciò riferire di nuovo sul fatto dopo essersi procurato nuove e più. attendibili informazioni.
Noto a proposito che lo scritto in questione è stato visto coi suoi occhi e Ietto dal fiduciario.
Il Console francese ha dunque fatte di nuovo più attive indagini, ma poiché queste non gli hanno dato alcun miglior risultato, di quelle antecedenti, cosi si trova ora nel massimo imbarazzo non sapendo come adempiere l'incarico avuto.
Il console sardo Salino è, come si potè notare, dopo il suo ritorno da Torino, particolarmente bramoso di entrare in intima relazione col Console generale francese, e fu. constatato che anche il Console russo si accosta più del consueto tanto al Console
francese come pure a quello sardo.
Fran cescliini.
XVI. (Tedesco neWoriginale). Venezia, 4 luglio 1857.
Il tentativo di sommossa verificatosi ultimamente a Genova fornisce la prova che in Italia non si è al sicuro da movimenti ri voluzionarii qualunque governo si abbia.
I diecimila fucili mazziniani destinati per quella provincia italiana ove verrebbe piantata per primo la bandiera rivoluzionaria, furono adoperati per la prima volta in una citta piemontese, Genova: una buona lezione per il Ministero piemontese che, civettando con la Rivoluzione, le concesso a Genova un rifugio e tollerò che in quel porto venissero raccolti dagli Stati vicini i denari per armi destinate a distruggere l'ordine e la calma. Con queste e simili riflessione si commentano le notizie apparse nei giornali sui fatti di Genova.
Sui tentativi a Livorno e Ponza circolano in pubblico notizie ancora vaghe e incerte* e ci si crede poco, a causa del pazzo ardire che si dovrebbe attribuire ai loro ideatori ed esecutori.
Si è del resto generalmente dell'opinione che anche a Bologna sarebbe stato fatto un colpo di mano se non vi fosse stata l'ocenpaziono austriaca. Nelle Provincie venete regna calma perfetta, e le nomade delle suddette rivolte rivoluzionarie