Rassegna storica del Risorgimento

1857-1859 ; LOMBARDO-VENETO
anno <1939>   pagina <1485>
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Relazioni della polizia segreta austriaca, ecc. 1485
nel corso della secata fu chiamato varie volte Benché là sua tragedia, all'infuori di belle parole e bei versi, abbia ben scarso valore poetico, e anche dal punto di vista poli­tico non abbia nient'altro di urtante. D'altronde i suddetti versi si riferiscono a secoli passati e a contese da lungo scordate. Malgrado ciò si ritiene generalmente che 3 con­senso destato da quei versi sia tuttavia un piccolo segno di vita del partito politica­mente sospetto di Vicenza, che non si lascia sfuggire simili occasioni senza permettersi un piccolo sfogo.
In un'altra .città questo pezzo non dovrebbe destare alcuna risonanza e anche i detti versi passerebbero sotto silenzio.
H signor Delegato Provinciale Nobile Barbaro ha guadagnato già il favore del
pubblico col suo comportamento ineccepibile e cortese. Anche l'apparizione nella sala
del signor Delegato della Contessa Corcano, dopo che si era astenuta del partecipare
a tutti i pubblici divertimenti e perfino al teatro, viene interpretata come un presagio
favorevole.
Francescnini.
xxn.
Copia d'un Rapporto dell'i, r. Direzione di polizia in Venezia 14 agosto 1857 alla Presidenza della Luogotenenza di Venezia.
Mi pervenne confidenziale riferta che Giuseppe Bronzolo Giordani, tipografo qui domiciliato, eserciti abusivo commercio di libri, anche proibiti, e che tenga cor­rispondenza sospetta in linea politica col Piemonte, facendo recapitare le lettere per maggior segretezza, all'indirizzo di Nicolò Marchiori scrittore avventizio di questa città, il quale, analogamente istrutto, appena ricevute le consegna suggellate al Giordani.
Informato d'altronde in modo sfavorevole sul contegno in genere del Gior­dani, gli feci praticare una perquisizione, il cui esito sebbene negativo in senso poli­tico, offrirà forse argomento a procedere in suo confronto per abusiva vendita di libri.
Però Io si rinvenne in possesso di due lettere direttegli dal noto Guglielmo Stefani di Torino nelle quali gli parla di stampati permessi e delle poesie di Pietro Buratti, che sembra volesse il Giordani far imprimere in Piemonte. Siccome il nominato Poeta adopzd il pungolo della satira non solo contro i propri concitta­dini ma in isfregio alla religione, al Governo e alla costumatezza, così mi son fatto un dovere di disporre l'opportuna sorveglianza per impedire la stampa e il traffico vituperevole di simili libelli.
Sentito quindi in esame Nicolò Marchiori, ammise d'aver ritirato nel. mese di luglio p. p. dal Caffè Chiodi una sola lettera proveniente da Torino al proprio indi­rizzo, la qua! lettera avrebbe consegnata, non già al Giordani, che appena conosce, bensì a Filippo Filippi, dottore in legge di Vicenza, da 4 anni qui dimorante, dal quale giorni prima sarebbe stato avvertito dell'arrivo, ed interessato a ricevere e consegnarli quella lettera, senza aprirla, perchè a lui diretta.
Non avendo io motivo a dubitare sulla verità delle deposizioni del Marchiori, descrittomi per individuo scevro da censure e di buona fama, e certo d'altronde che il dottore Filippi, nominato nelle lettere dirette dallo Stefani al Giordani, mantiene relazioni in Torino col primo di detti individui, probabilmente in senso contrario al buon ordine, feci perquisire il di lui domicilio, e gli si rinvennero un articolo tratto da un giornale estero sull'ultima guerra dell'Oriente, nel quale si parla in modo svan­taggioso della politica adoprata allora dall'Austria nell'occupazione dei Principati