Rassegna storica del Risorgimento
TRENTO ; MUSEI
anno
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1939
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1498
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Bice Rizzi
guerra nelle lande della Russia sconfinata dai prigionieri nostra che dalla Galizia disertavano per non combattere oltre sotto l'odiata divisa, messe insieme col sacrificia dell'obolo sottratto allo scarso pane: quelle accompagnanti gli scaglioni che rientravano in patria attraverso il giro dei mari per combattere nelle file del R. Esercito (chiamati i battaglioni Neri), di coloro colà rimasti a combattere le truppe bolsceviche; poi quelle dei profughi ritmiti nei tanti compi di con centramento dell'Austria, quelle confezionate nel chiuso e nel segreto delle case dei pochi rimasti: Italia liberatrice a Te pensiamo, il motto di un modesto tricolore di Bagoli (nella garibaldina Giudicarle) cucita e ricamata da una donna del popolo, quella più ricca delle donne di Trento ricamata su un pezzo di seta azzurro Savoia tolta dal manto d'una Madonna della chiesa di San Pietro ed offerta ai Gavalleggeri d'Alessandria primi entrati a Trento, un fazzoletto tricolore portato attraverso Primiero nel 1915 da una coraggiosa donna trentina quando ancora le truppe italiane non erano entrate e quelle austriache stavano olle porte in agguato, quella delle donne di Boemia ai trentini colà incorporati nella compagnia di disciplina (fine ottobre 1918) pegno e segno delle comuni aspirazioni di libertà delle loro terre;
Poi quelle della liberazione: la grandiosa bandiera dono della Regina Elena issata sulla stessa Torre, in quel novembre 1918; ai piedi di questa, l'ultima bandiera, ammainata a Trento, dell'impero austroungarico, quella dei Gavalleggeri d'Alessandria, quella di seta finissima delle Donne di Torino la cui asta imponente è fregiata da borchie e da nodi di Savoia in bronzo recanti incisi i nomi dei grandi piemontesi che fecero l'Italia e i nomi dei maggiori fautori del Risorgimento; altra, diremo monumentale, delle donne italiane dell'Argentina per festeggiare la liberazione di Trento, quella delle donne trentine fuoruscite nel Regno durante la guerra poi la serie di quelle delle varie citta d'Italia legate da particolari ricordi a Trento: come Mantova, Brescia, Verona, Vicenza, ecc., indi due preziosissimi gagliardetti delle prime Truppe Alpine entrate a Trento: la fiamma verde del 4 gruppo Alpino e la fiamma nera del XXIX Reparto d'Assalto ambedue documentate da un'artistica pergamena firmata dal colonnello comandante, Giovanni Faracovi, e un piccolo tricolore che sventolò per le vie di Innsbruck nel novembre 1918 portatovi dal cap. Guido Lorcher volontario trentino nel R. Esercito.
Nelle vetrine fotografie e cimeli vari di quelle memorabili giornate: fotografie dei parlamentari austriaci che a Serra valle inalzano la bandiera bianca chiedendo l'armistizio, la fuga disordinata del nemico, la delirante accoglienza delle truppe liberatrici, i ritratti del Re Vittorioso, dei Marescialli Diaz e Cadorna con dediche autografe a Trento redenta, del col Ernesto nob. Tarditi comandante dei Cavallcggeri che impose la resa degli alti ufficiali austriaci ancora radunati nell'ex Hotel Trento, quelle del Primo Governatore di Trento redenta SL E. Conte Pecora Giraldi, del primo comandante delle Forze Armate di Trento S. E. Luigi Amantea, la documentazione della prima visita del nostro Re Vittorio Emanuele il 7 novembre 1918, esemplari delle tante pergamene offerte dalle città d'Italia a Trento Redenta; le scrittrici d'Italia, dì Legnano* ecc. manifestini gettati dai nostri aeroplani, giornali e bollettini del governo provvisorio di Trento del 2 novembre, le medaglie coniato per la liberazione di Trento, i primi manifesti murali: memorie sacre che parlano al cuore di ogni italiano ma soprattutto di ogni trentino che ha voluto con questa sala perpetuare la gratitudine imperitura per l'esercito liberatore e la ricordanza di un avvenimento che concludeva un secolo di passione.
BICE RIZZI