Rassegna storica del Risorgimento
DANDOLO EMILIO
anno
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1917
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pagina
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185
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QH ultimi anni di Emilio Dandolo 185
e sicuramente. l/ambasciatore accolse la mia dichiarazione come sì doveva, cioè, iavorevlmenfce*ifli assicurai die m'avrebbe mailte-rnito in regola il passaporto e cline avrebbe scritto al Governo perehè non mi venisse fatta nessuna molestia al mio ritorno in Milano.
Io adunque par tirò, altro non occorrendo lunedì, prossimo 23 col Vapore di Trieste, ai primi di maggio sarò ad Adro, dove forse mi fermerò qualche giorno. A Mvyì la verità però spero, ancora di poter aggiustare le cose mie, regolarizzare là mia posizione ed approfittare ancora dèi mio passaporto. Ma di ciò a voce.
Probabilmente adunque arriverò É W a Trieste ed il 3 o il 4 di maggio sarò a Adro. Desidererei trovare o voi od una vostra lettera jser sapere se mi convenga rimanere 0 venire a Milano.
Potete immaginarvi facilmente quanto sia arrabbiato di questo rovescio ne* miei, progetti, di questo solenne fiasco delle mie speranze.
11 mio solito cavicchio m'ha questa volta abbandonato, ma non dispero del tutto di poter aggiustare le cose mie, e non sono ancora per ora pienamente' rassegnato.
Mille saluti agli amici; Direte a Porcìa, oltre mille cose affet- tuose che,'se vedesse il Luogotenente può dirgli che io mi son messo in regola coll'amhasciatore di qui e che
docile al dolce cenno paterno ed al Governo
me ne ritorno in patria come il figliuol. prodigo. Ho quasi voglia di bestemmiare, e finisco subito mandandovi un abbraccio.
"Vostro ENRICO .
Signor Conte TuUio Bandolo
Milano, Porta Renza, Casa Crivelli Còstantinopolf, m aprile - Via; di Viama,
11 3 maggio è di ritorno ma non rassegnato; di linunciare per sempre ai suoi progetti. 11 10 si rivolge al Cavour per dichiarargli come fosse stalo costretto a prendere la risoluzione del ritorno e come nutrisse ancora la speranza di potere* durante quella guerra indos saie l'onorato divisa piemontese.
Anche al Fava- .patìieeìpò il suo ritorno :e questi1 si iffiretlto, subito, per non. amareggiargli l'animo già intristito, a compiacersi della riso* luzione che lo liberava da liristi conseguenze, non compromettevji la tranquillità della sua famiglia, né procacciava noie allo Stato* a scrivergli: