Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; BIBLIOGRAFIA ; TOSCANA
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1939
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1504
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1504 Sergio Canterani
Baldasseroni. ecc., tatti personaggi che bisognerebbe cercar di conoscere profondamente, prima di esprìmere un giudizio qualsiasi su di essi. Di frequente infatti lo studioso si ferma ai fatti esteriori, e solo in base ad essi giudica gli. individui, senza conoscere la loro intima personalità che spiega e giustifica atteggiamenti e reazioni, che possono sembrare oscuri.
C'è infine da riesaminare tutto il Quarantotto toscano alla luce degli avvenimenti italiani ed europei. La storia toscana non è una storia a sé,' ma è in diretta relazione con la storia degli altri Stati italiani e con tutta la politica europea del tempo. Un solo storico ha fatto il tentativo di dare un quadro generale della storia italiana nella cornice dello politica europea, Nicomede Bianchi nella sua Storia della Diplomazia europea.l) E questa, secondo noi, è la via da seguire. Vediamo un esempio.
Di recente il Michel nell'articolo già ricordato 2) ha pubblicalo alcuni rapporti del Walcwski, allora rappresentante della Francia a Firenze, dai quali risulterebbe che il movimento antiguerrazziano dell111 aprile 1849 fu favorito dal Ministro francese. Questi però fu sconfessato dal suo Governo che aveva lasciato mano libera all'Austria in Toscana, pur di avere liberta d'azione su Roma. Ora si deve aggiungere che il Mollai, dapprima in una sua opera sulla Questione Romana, poi in altro articolo più recente,3) ha riassunto ha breve le trattative tra la Francia e l'Austria e ha dimostrato che il Governo francese, dopo l'occupazione di Roma, non intendeva prestare il suo braccio alla reazione, ma spingere il Pontefice sulla via delle riforme. Collegate i documenti del Bianchi, del Mollai e del Michel: sorge spontanea l'ipotesi che la Francia, pur avendo dovuto concedere all'Austria l'occupazione della Toscana, abbia tentato di scalzare poi moralmente la posizione dell'avversaria facendo leva sul liberalismo. È insomma l'inizio della politica liberale napoleonica in Italia contro la politica reazionaria di Vienna.
Ognun vede che, cosi prospettata, la storia assume un aspetto ben diverso. Non siamo più nel campo ristretto della cronaca o giù di lì, ma in piena politica europea. La Toscana potrà anche apparirci in una luce più modesta, una semplice posta di gioco fra le grandi potenze europee; comprenderemo l'inutilità degli sforzi della Commissione governativa per evitare la calamità dell'intervento austriaco; il vano agitarsi dei moderati pel timore dell'abolizione dello statuto: tutto ciò era ormai segnato. E tutto ciò potrà anche farci dispiacere, perchè contrasta con l'opinione corrente formatasi subito dopo gli eventi, quando erano ancor vive le passioni di parte e si tendeva a trasformare la storia in un tribunale giudicante. Ma sarà sempre meglio conoscere la storia quale essa fu nella realtà e non come la sogniamo.
Per far questo non basta, come ho detto, collegare i documenti già editi e riesaminarli con cura. Bisogna anche compiere la esplorazione di archivi, possibilmente di quelli stranieri, pubblicare ampiamente carteggi diplomatici e corrispondenze di ministri, diari e memorie di ambasciatori, ecc. Solo allora sarà possibile fare la vera storia del Quarantotto italiano e perciò anche di quello toscano.
SERGIO CAMERANI
jQ. Jf, BIANCHI, Storia documentata detta diplomazia europea in Italia, Torino, 1869, in 3, voli. V e VI.
a) E, Mietasi., // governo francese e la restaurazione granducale in Toscana, cit.
). G. MOfàATi- Ira queatijsa romaine de Pie VI à Pie X7, Paris, 1932, in 16, pp. 469; Io., Les debuta de V occupai ion frnmaise à Rome un 1849 d'apre) une corre-spondance inèdite, in Revue d'kistoìro ecclésiasiique, XXX, 1934, pp. 334-360, 587-620.