Rassegna storica del Risorgimento
NIZZA
anno
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1939
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pagina
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1511
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Nizza e l'Italia
1511
stava per compiete. E però il nostro documento va considerato come un indice di quel diffuso malumore che pervase gl'italiani e soprattutto i garibaldini, e che trova una espressione culminante nel .processo al Cavour* di cui diremo più innanzi.
Segue la lettera del 31 marzo, scritta dal Ministero al governatore di Genova (doc d):
Il Governatore di Nizza avendo avvertito lo scrivente che il Generale Garibaldi si disponeva a recarsi colà pel 1 di aprile, lo scrivente interpellò per telegrafo il Governatore di Sassari, e da lui seppe che il Generale stesso si disponeva infatti ad imbarcarsi domani sul vapore che salpa da Porto Torres. 1 Governatore di Nizza è giustamente occupato dalle conseguenze che potrebbero nascere dalVarrivo del Garibaldi a Nizza in queste difficili circostanze, ma il sottoscritto, sebbene partecipi gli stessi timori è costretto a riconoscere che nessun mezzo legale è in sue mani per opporsi a questo divisamento del Generale Garibaldi.
È persuaso che, se per parte del Governo si facesse un officio al Generale istesso, questi nella conosciuta sua generosità di carattere si presterebbe ad evitare al Governo del Re questo imbarazzo, ma al tempo stesso non si può disconoscere che un passo simile, fatto in questi momenti, potrebbe essere interpetrato sotto ben altro aspetto che non sia quello di semplice tutela dell'ordine pubblico.
In questo stato di cose, il sottoscritto si rivolge a Lei, perchè Ella consideri se non le sarebbe possibile trovare in codesta città qualcuno fra i tanti amici del Generale, il quale, non appartenendo al partito estremo, possa abboccarsi con lui al suo arrivo in Genova, e renderlo persuaso del pericolo che correrebbe la cosa pubblica nella sua città natale, ove egli vi si recasse.
FI Governo non ha alcun dubbio sulla fede e sulla onestà di Lui personalmente, ma teme che il suo nome possa servire di pretesto ad agitatori che sarebbero fors1anche condotti da tutCaltro scopo che da quello che manifesterebbero.
Un dispaccio che giunge ora avverte che il Generale Garibaldi partirà probabilmente sul vapore il Virgilio domani da Porto Torres ed arriverà nella giornata di lunedì a Genova...
Si osservi che questa lettera, quasi certamente inedita, ci dà notizia di un fatto finora sconosciuto,1) e che illumina ancora più Patteggiamento intransigente di Garibaldi.
Che questi volesse la resistenza armata dei nizzardi e fosse disposto a compiere un atto di forza per conservare il suo paese all'Italia, lo si sapeva dal memorabile scritto che si conserva nel Museo Centrale del Risorgimento, ove invoca la sua Nizza e soggiungete... la tua memoria mi ricorda un rimorso! Si, un rimorso!... Io propugnai la tua causa in seno ad un Parlamento..., da codardo!... quando avrei dovuto comparirvi armato di un ferro, perchè il ferro è il vero simbolo della legalità della giustìzia degli uomini... Io mi ravvolsi nel fango dello statuto, ed i coccodrilli, che mi avrebbero forse temuto come uomo dei fatti, mi disprezzarono come uomo di statuti. E tu fosti venduta ad un tiranno! Io vivo col rimorso di non aver almeno imprecato contro i tuoi sacrificatori. Ma ora è certo che il disegno di difendere Nizza ed impedirne la cessione fu da lui concepito o almeno vagheggiato già nel marzo, anche se tale decisione riappare più chiaramente dopo la discussione parlamentare del
J.) Delle opere maggiori sull'argomento nessuno ne fa parola; ed anche all'Ami cucci è sfuggito.