Rassegna storica del Risorgimento

NIZZA
anno <1939>   pagina <1514>
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1514 Francesco Maria Ponzetti
La prima cosa che salta agli occhi di chi legge oggi questa protesta è l'evidente esagerazione dei garibaldini di Napoli, che vollero attribuire al Cavour più. colpe -e maggiori errori di quanti non ne avessero commessi tutti insieme gli uomini da lui mandati a reggere le sorti del Meridionale. Lasciando però da parte una questione che ci porterebbe lontani, fermiamo l'attenzione sull'interessante e sintetico giudizio che ci presenta il Cavour come uno di quei realisti che fanno spavento, e riconosciamo che il giudizio torna esatto e scultoreo, anche se meglio suonerebbe ammirazione in luogo di spavento, ma nel senso arcaico della parola: poiché il suo realismo era in fondo saggezza, la sola saggezza che riusci a fare l'Italia indipendente e più grande, se non proprio completamente unita. Tale era la fatalità degli eventi, tenuto conto delle cause politiche, militari ed umane, interne ed esterne, che costrinsero il Governo italiano, il solo che allora sapesse, nel tragico segreto di ufficio, tutto fl perchè di quei grandi eventi che andavano mutando l'Italia !
Il dramma di Nizza, che rientra in questo quadro storico,non potè essere spiegato, e anche se fosse stato giustificato non poteva essere accolto, tacitato, subito senza rimo­stranze, come risulta da questo popolare e singolare processo, ove si accusa il Cavour di tradimento del principio stesso che giustificava l'opera unitaria degli italiani, ripe­tendo cosi quanto aveva già scritto il Mancini e quanto avevano sostenuto i più grandi patrioti del tempo. E però il rammarico scivola in incomposte parole che suo­nano insulto all'uomo che si spegneva precocemente per troppo aver amato e voluto la grandezza d'Italia; insulto seguito da una verità che traduce il rimprovero in un programma, ... Nizza va oltre la tomba!.
Orbene, noi che abbiamo l'animo ancora commosso dalla serrata ed efficace esposizione dell'Amicucci, raccogliamo con devozione ed amore d'italiani più che di studiosi questo grido dei garibaldini d'Italia, e senza fermarci alla storia, cerchiamo ed invochiamo, oltre la tomba dei grandi che morirono per l'unità, la fedelissima Nizza, affinchè dopo l'olocausto e il dolore venga l'ora della redenzione e della gioia; lavoriamo per il completamento dell'unità italiana, che, giusta il sacro retaggio dei?-l'Eroe dei due mondi, sarà fatta soltanto quando VItalia, conscia del suo valore, reclamerà a ponente e a levante le provincia sue, che vergognosamente languono sotto la dominazione straniera.
FRANCESCO MARIA PONZETTI
CIFRE DELL'ALTRA GUERRA
Alcuni lettori ci chiedono i dati sulle perdite sopportate dalle Nazioni bellige­ranti nell'altra guerra. Li accontentiamo, desumendole dall'ottimo volumetto di C BUY 0 G. DE SANDO, Facciamo i conti (Sommario storico della nostra guerra 1915-18 per il popolo), Pistoia, Grazzini, 1934-XIII. Ma si tenga sempre presente quanto ha scritto il generale MARIO CARACCIOLO, Sintesi politico-militare della guerra mondiale 1915-18 (Torino, Schioppo, 1930-VHI): È sommamente difficile dare l'elenco delle perdite con qualche esattezza. I calcoli sono variamente fatti (i morta in guerra o anche i morti In dipendenza della guerra? i dispersi?) e presentati a seconda delle opportunità m modi disparatìasimi .