Rassegna storica del Risorgimento
NIZZA
anno
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1939
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pagina
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1517
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Libri e periodici 1517
E ormai fuor dì dubbio che l'omicida fa Luigi Brunetti, il figlio di Ciceruacchio il quale vibrò la pugnalata al Rossi, ed anche è fuor di dubbio che i condannati a morte nel processo terminato il 17 maggio 1851 Luigi Grandoni e Sante Costantini ebbero una parte determinante nell'eccidio. Di questi il Grandoni si suicidò in carcere e il Costantini scontò la pena sul patìbolo il 22 luglio 1851. Luigi Brunetti fu fucilato, forse sotto finto nome, insieme al padre Ciceruacchio, al fratello e a Don Ugo Bassi dagli Austriaci a Ca' Tiepolo.
Quello che l'A. mette giustamente in luce è la inciviltà del procedimento giudiziario dello Stato Pontificio, che ammetteva le delazioni degl'impunitari, non -permetteva il confronto dei testimoni tra loro e la contestazione degl'imputati e non dava ai condannati nemmeno la possibilità di leggere la sentenza di condanna, esibita al Costantini poche ore avanti il supplizio.
Prima di por termine a questa recensione credo di mettere in evidenza la giusta crìtica di Camillo di Cavour, del quale l'A. riproduce la nota lettera del maggio 1838 a Melania Waldor, relativo al passaggio in Francia di Pellegrino Rossi, ove dovevano essergli aperti i più larghi orizzonti.
II grande Statista nostro afferma che l'uomo che ha disconosciuta la patria non sarà più nulla per noi, mentre avrebbe potato assumere in un avvenire più o meno lontano una missione immensa nel destino del suo paese, e aspirare a guidare i propri compatrioti sulle novelle vie che la civiltà apre ogni giorno. E termina: No, no, non è fuggendo dalla patria perchè essa è disgraziata che -si può raggiungere una meta gloriosa. Sventura a chi abbandona con disprezzo la terra che lo ha visto nascere, a chi rinnega i fratelli come indegni di lui! Quanto a me io son deciso: non separerò mai la mia sorte da quella dei Piemontesi. Felice o disgraziata la mia patria avrà tutta la mia vita! .
Nobilissime espressioni che mostrano il grand'animo del Cavour, anche se è aspro 3 suo giudizio su Pellegrino Rossi, che doveva poi, dopo un lungo volger d'eventi, pagare col proprio sangue l'aver partecipato a un ministero pontificio.
Il libro di Gustavo Brigante Colonna, nel quale sono largamente utilizzate antiche e recenti pubblicazioni sull'argomento, contribuisce a segnare agli studiosi del Risorgimento i veritieri elementi per giudicare l'uomo e questo doloroso episodio della nostra epopea.
MARIO PUGCIONI
RUGGERO BONGHI, Nove anni di storia di Europa nel commento di un italiano (1866-1874), a cura di Maria Sandirocco; voi. I, Firenze, F. LeMonnier, 1938-XVI, in 8, pp. 493. L. 30.
Il IX volume della raccolta delle opere ili Ruggero Becchi, dovuta all'iniziativa dei figli, contiene le cronache politiche della Nuova Antologia, scritte dall'aprile del 1866 al 31 maggio del 1868.
Seguiranno presto altri due volumi, che conterranno tutti gli articoli posteriori, sino al settembre del 1874: una narrazione ampia ed organica, spesso vibrante e commossa, degli avvenimenti di un decennio di vita europea, dei quali l'A. si studiò di sviscerare disinteressatamente il significato e l'indirizzo.
Molte pagine, notevolissime, di queste prime rassegne sono dedicate alla nostra terza guerra d'indipendenza, di cui il Bonghi segue passo passo le vicende, animato da una fede ardente nelle fortune della Patria*
Le ragioni della partecipazione dell'Italia nella contesa tra l'Austria e la Prussia sono colte con un vivo senso del reale:
e La guerra che sarebbe meramente diplomatica in Prussia, ed imperiale per Ja Francia e perla Russia, per l'Italia è guerra non solo di governo, ma di nazione,