Rassegna storica del Risorgimento

NIZZA
anno <1939>   pagina <1521>
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Libri e periodici 1521
quando si chiedono diritti, il cui esercizio scemerebbe la forza di fare e la prontezza di risolvere di chi deve reggere la federazione. Cosi egli raccoglie intorno a sé tutte le influenze che possono ancora aiutarlo a compiere l'impresa; e raccomanda che badino a porre presto la Germania in se.Ha e del rimanente si affidino a lui.
Che la stirpe germanica formi un nocciolo solo e potente nel centro di Europa egli crede sia cosa per noi desiderabili:, né pensa che si debba scorgere in questo moto tedesco nessuna barriera forte da conturbare la pace europea. L'Austria può aver qualche timore perche le possano essere tolti i suoi cinque o sei milioni di tedeschi e pud perdere così un elemento del suo faticoso equilibrio ; la Francia può essere inquieta ed irritata perchè nella Germania unita vede la rovina di certi suoi criteri politici secolari e la diminuzione della sua potenza relativa in Europa ; ma tutto ciò non basta per portare ad un conflitto. D'altra parte la Prussia non teme la guerra, la quale non gio­verebbe a nessuno, neanche alla Francia, che avrebbe tutto da perdere-a gettare lo Stato in un cosi grande e inutile cimento. Se si verrà alle mani lungo il Reno, biso­gnerà convenire, secondo lui, che non v'ha civiltà la quale basti a sradicare dall'animo umano quel seme di ferocia bestiale, che v'ha pure deposto, per un suo segreto fine, Iddio nel crearlo.
Nella nomina del ministro ungherése nel febbraio del 1867 e nell' inaugurazione, perciò, del dualismo austrìaco, il Bonghi vede qualcosa di pratico, di ardito e di logico nel tempo stesso. Pest rinnova le feste del 1848 e Vienna sogna i giorni della Pram* malica Sanzione. A torto gli ungheresi furono accusati di collocarsi col diritto storico sopra un campo meno avanzato. Vi sono ancora nella nuova costituzione tanti punti oscuri, e solo l'avvenire dirà se è stato possibile di reggere il sistema del dualismo o si dovrà entrare in un sistema trinitario o quaternario, stabilendo un terzo centro a Praga o anche un quarto a Lcmberg; comunque quello che importa è che queir Impero così travagliato abbia ritrovato la base su cui reggersi perchè le istituzioni politiche hanno bisogno di stabilità per diventare principio ed istrumento di uno sviluppo nazionale.
Data la mole del volume e la varietà degli argomenti presi in esame via via dal Bonghi non abbiamo potuto naturalmente procedere che per accenni, spesso anche troppo vaghi e sintetici. Riteniamo però che essi siano almeno sufficienti per dimostrare la grande importanza storica di queste pagine, agili e vive, che Maria Sandirocco va raccogliendo (e di ciò dobbiamo esserle grati) con cura paziente e intelligente.
E stato detto che, piò che un politico, il Bonghi fu uno studioso di politica, e come tale, in talune questioni di una certa portata, debole nelle argomentazioni e limitato nella visione. È un punto codesto che potrà essere discusso e chiarito quando avremo so t t'occhio i tre volumi compiuti delle sue cronache.
Per ora, senza tema di errare e di essere contraddetti, dichiariamo apertamente che ci troviamo di fronte ad un uomo di largo e profondo intelletto e di cuor generoso, che amò l'Italia di amore inesausto e vero, in tempi duri e perigliosi: ben meritevole pertanto, anche oggi, della nostra devota ammirazione.
.MARINO CIBAVEGNA
Pronto ORSI, Storto mondiale dal 1814 al 1938, voi. II (1871-1914), Bologna, Zanichelli, 1939-XVII, in 8, pp. 348. L. 25.
Il secondo volume dell'opera poderosa del senatore Pietro Orsi comprende gli avvenimenti, irrequieti e travagliati, che dal compimento dell'unità italiana e dell'unità tedesca giungono sino alle soglie della conflagrazione europea.
JJ centro della lunga trattazione è indubbiamente il VII capitolo, nel quale l'A. dimostra in che modo la Germania, affermatasi, dopo l'attuazione delle sue aspirazioni nazionali, come la prima potenza militare del mondo, sia divenuta a mano a mano il personaggio predominante sulla scena della storia, il vero figurino di moda