Rassegna storica del Risorgimento
NIZZA
anno
<
1939
>
pagina
<
1524
>
1524 Libri e periodici
E in quei quattro anni la nazione ha compiuto uno sforzo senza precedenti impegnando a fondo nella lotta tutte le sue energie e tutte le sue risorse. È naturale quindi il sorgere di una quantità di problemi nuovi, ai quali occorre far fronte con rapidità e improvvisando, ed è naturale che tutti quei problemi abbiano avuto le reazioni più svariate, sia in trincea, come nelle retrovie e nel Paese ; come accanto ai sacrifici* agli eroismi, ai miracoli nelle organizzazioni dei mezzi bellici ci siano state anche debolezze, insufficienze, sbandamenti. Ma i primi hanno prevalso sui secondi e il popolo italiano rivelando potenti energie, ha dato una splendida prova di sé, tale da far comprendere sono parole del Pieri come il cinquantennio unitario sia stato, ad onta delle debolezze e manchevolezze di tanta sua politica, un utile forse necessario periodo di preparazione, di raccoglimento, d'assestamento.
Se si pensa a tutto questo si vede subito come lo studio del soldato, ossia del popolo italiano in guerra abbia i più variabili aspetti, ossia non solo quello del morale delle truppe combattenti, ma anche tutto quello che m un modo o nell'altro ha avuto forti ripercussioni sulla psicologia dell'esercito e delle popolazioni.
E così, ad esempio, acquistano importanza il problema dei prigionieri, del loro contegno nei campi di concentramento, e dei ripetuti tentativi di fuga, il problema dei profughi, quello degli emigrati che risposero all'appello della patria, quello delle varie organizzazioni sorte per l'assistenza morale e materiale, quello delle reazioni che si ebbero anche nel campo della cultura. E questi sono i lati favorevoli; ma accanto ad essi occorre porre anche quelli contrari, come le deficienze della classe dirigente, il fenomeno dell'imboscamento, quello della diserzione, ecc. Sono gli svariati aspetti sotto i quali ci si presenta, uno stesso avvenimento, e per ciò è necessario conoscerli tutti.
Bastano questi pochi cenni a far comprendere l'importanza déiT Archivio di Guerra di Milano. Accanto ad esso è sorto, come naturale, una biblioteca, la quale ora comprende 24 mila numeri, corrispondenti ad altrettante opere od opuscoli o giornali oppure anche semplici articoli di giornale. Il largo posto fatto a questi ultimi è dovuto alla considerazione che essi sono la testimonianza immediata delle reazioni dei pensieri e dei ragionamenti, cui davan luogo gli avvenimenti, ed hanno avuto notevole importanza sulla formazione dell'opinione pubblica. Per rendersene conto basti pensare agli articoli di Mussolini sul Popolo d'Italia.
In questo modo anche la Biblioteca, e non solo il Museo, in prevalenza raccoglie le testimonianze dirette della guerra, più che gli studi che rielaborano il materiale documentario. E siccome il criterio fondamentale che ha presieduto alla raccolta delle stampe è quello dello studio dell'uomo in guerre, così anche il catalogo di essa si differenzia da altri del genere, come quelli del Barengo e Blatto, del Tosti e del Perticone, e nello stesso tempo li completa. D'altra parte però ognuno sa che certe distinzioni finiscono col non avere più ragione di esistere, perchè in fondo gli avvenimenti sono sempre il risultato dell'attività umana, e quindi anche se vogliamo studiare solo l'uomo e la sua psicologia in guerra si finisce coli*abbracciare tutto : politica, economia, arte militare, negoziati diplomatici, pensiero morale e religioso, ecc. ecc.
E per questo che una Biblioteca del genere non è soggetta ad alcuna limitazione e necessariamente deve comprendere tutto quello che di più significativo è stato scritto. Cosa, non facile quando si penai alla immensa letteratura sulla Guerra mondiale. E questa difficoltà, e anche la circostanza che la Biblioteca è sorta e si è sviluppata in gran parte in seguito a donazioni, che spiegano una certa mancanza di organicità di cui del resto onestamente il lettore e avvisato nella parte introduttiva.
Mancano perciò alcune opere di cui quella Biblioteca non pud assolutamente fare a meno. Ne indico qui alcune e che sono quelle che possono essere notate da chiunque conosca qualche bibliografia della guerra mondiale.
Anzitutto mancano le raccolte dei documenti diplomatici pubblicate hi questi ultimi anni, e sulle quali gli storici oggi possono lavorare con una certa sicurezza nel