Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <143>
immagine non disponibile

I FONTI E MEMORIE
IL KITORNO DI GIOBERTI IN ITALIA
, I.
L'idea di fare una girata in Italia*) era venuta in animo a Vincenzo Gioberti fino dal 1841.
Credeva che otto anni di esilio fossero stati bastevole espiazione per riaprirgli i confini della patria; aveva sperato di stabilirsi magari in Roma, o in altra parte della penisola; credette poi di scendere in Toscana, quando, sul principio del 1842, il rettore e provveditore dello Studio pisano, monsignor Giulio Boninsegni, ammirando 1' autore della Teoria del sovrannaturale e della Introduzione allo studio della Filosofia, pensò di far conferire la cattedra di filosofia morale in quella Università al piemontese illustre che allora trovavasi male a posto nel Collegio Gaggia di Brusselle.
Perchè la proposta del Boninsegni, cordialmente .condivisa dal Gioberti, vanisse in un esito negativo (tanto che il buon Vincenzo, addolorato, poteva domandarsi proprio così : ... Ma chi avrebbe sognato che l'affare di Pisa fosse un sogno ?)2) non vogliamo qui scrivere, ricordando nondimeno che una nuova proposta (e sempre per il conferimento al Gioberti della medesima cattedra) veniva ripre­sentata dal Boninsegni un anno dopo al Granduca Leopoldo II cioè: ai 23 d'aprile del 1843 3) mentre il filosofo attendeva alla pubbli­cazione del Primato. Ma ancor questa volta, per ragioni occulte e confuse (che poi si fecero chiare), il Governo toscano non volle sanzionare la proposta.
?) Vedi lettera al conte Cesare Balbo, da Brusselle, di V. Gioberti del 24 dicenv bre 1843 (H mio disegno di fare una girata in Italia si collega va coH'affar di Pisa), Ricordi biografici e Carteggio di V. Gioberti, per cura di G. MASSÀBI, Torino, Botta, 1861, voi. II, p. 361.
2) Vedi lettere di V. Gioberti a Pier Dionigi Pinelli in Ricordi biografici, ecc. (op. cit.) p. 22. Le condizioni alle quali veniva offerta la cattedra eran queste: tre lezioni per settimana; quattro mesi annui di vacanza; durata del corso a piacimento dell'eletto, da uno a dieci anni; stipendio 3000 franchi; facoltà dij stampare annualmente le lezioni fatte.
3) Vedi lettera di G. Boninsegni pari data da Pisa, in Ricordi biografici, ecc., loc. cit., p. 364.