Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <146>
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Tomaso Fracassini
principi del pensiero giobertiano; tataro statista a cui mancherebbe la vita all'indomani della proclamazione del Regno italico unito. 8
Ormai, dunque, l'attenzione di chi interessavasi, anche fuor dei confini della penisola, alle sorti di un popolo diviso e soggetto in gran
su Firenze incominciava il 22, e il 25 ben dodicimila austriaci erano alle porte di Firenze, per entrare simultaneamente, dopo mezzogiorno, in città da più parti. Era un venerdì (giorno di mercato settimanale) e ricorreva la festività di San Zanobi, patrono di Firenze. -.Non era dunque a caso che il general D'Aspre, dopo il proclama da Empoli del giorno innanzi, faceva entrare le sue truppe in quel pomeriggio primaverile e festivo, mentre le strade cittadine erano affollate più del consueto.
A quei giorni. Vincenzo Salvagnoli si trovava nella sua villa di Corniola, presso Empoli, distante di ciotto miglia toscane da Firenze. E scriveva alla gentildonna fioren­tina C. A. Oggi, 25 maggio 1849, gli imperiali sono entrati in Firenze; fra dieci anni il figliuolo di Carlo Alberto sarà Re d'Italia. E P. Bellezza, parlando delle professe dell* Indipendenza Italiana, ricordava che co testa missiva, letta alle esequie dell'uomo illustre, aveva fatto balzare in piedi, per meraviglia. Luigi Carlo Farmi.
Vero è che in Confessioni e Ricordi (Firenze Granducale, Treves, 1929, p. 53) anche Ferdinando Martini, che raccoglieva in tal libro le sue memorie sparse fin dal 1882, in Fanfulla della Domenica e nella Domenica Letteraria, riportava la profezia sotto la data del 10 maggio. E quella andava, notissima, per le bocche, e per le orecchie di tutti, imprecisa, anche se sostanzialmente identica nel vaticinio, poiché chi l'ascoltava e la ripeteva faceva a meno d'un po' d'indagine storica. Ma lo stesso Martini era stato esatto quando, scrivendo il profilino del Salvagnoli, a illustrare una lettera dell'jEì-stolario di G. Giusti (Firenze, Le Mounier, 1904, voi. Ili, p. 35, nota), riportava la profezia alla data storica e vera del 25 maggio 1849.
Del resto una prova sufficiente, di quanto abbiam detto sopra, ce l'ha data la stessa Doria riportando all'Appendice 20 del suo lavoro una lunghissima lettera del Salva­gnoli al Gioberti, scritta da Corniola presso Empoli il 26 maggio 1849 (gli austriaci erano entrati a Firenze il giorno prima) nella quale lo stesso Salvagnoli scrive: Ricevo in questo mio villereccio asilo la vostra del 18, perchè non ho voluto assistere all'in­gresso degli austriaci in Firenze... . Egli non aveva aottomano l'albo di donna Eleo­nora De' Pazzi, ma le aveva inviato uno dei soliti biglietti gentili il cui contenuto, a rileggerli oggi, conserva una particolare importanza politica, storica e per quanto ci consta, a giudicare dal materiale che abbiam fra mano per tessere la biografiadel Salvagnoli ancora inedita.
Sempre a proposito del lavoro della Doria indubbiamente ben fatto qualche altro minuto rilievo sarebbe da esporre. Per esempio: quella lettera del Gioberti al Salvagnoli (App. 4 del citato studio) è errata come data (forse svarione tipografico) perchè il 13 luglio 1848 il Gioberti era ancora in Toscana e non tornerebbe a Torino che il 19 successivo.
Tale lettera è riportata dalle Carte Salvagnoli in Pisa, delle quali Carte fanno parte anco certi spunti di lettere di Giuseppe Massari al Salvagnoli, le quali esistono autografe nell'Archivio di Corniola e mentre scriviamo per concessione gentile degli Eredi pronipoti del grande patrio Ita toscano si trovano sottoposte al nostro esame. Piccole inesattezze, anche per qualcuno di cotesti spunti, saranno da rilevare in seguito. Ed a proposito dei versi salvagnoliani vedi: Vincenzo Salvagnoli Poeta, per T. FRACAS-SINI, in Miscellanea Storica della Valdelta, A. XLV, fase. 1-2, 1937-XV.
0 Vincenzo Salvagnoli, nato a Corniola (Empoli) il 28' marzo 1802, moriva in Pisa il 21 dello stesso mese del 1861. Fin da giovanissima età e durante tutta la sua vita fu angustiato da male cardiaco complicato da disturbi epatici.