Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <147>
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// ritorno di Gioberti in Italia 147
parte allo straniero, era rivolta al Gioberti, manifestandosi, qua o là, in consensi, in onori accademici al grande ingegno che, poco tempo dopo, nel 1845, pubblicava anche i Prolegomeni del Primato, suscitando giudizi nuovi e diversi fra loro, e nuovo plauso da parte dei liberali italiani.
La salute del filosofo, però, andava male, e, sul finire del giugno di quell'anno, egli apprestavasi a partire per la Svizzera, in cerca di riposo, accennando di questo viaggio-al Salvagnoli cui pure4 due mesi innanzi, aveva raccomandato di non trascurarsi nella salute:
la quale dicevaglil) è troppo cara a tutti che La conoscono e preziosa all' Italia. Io vorrei supplicarla a intermettere e deporre almeno in gran parte, le fatiche forensi che credo più di tutte nocive alla sua sanità. Parlo per esperienza, perchè il mio male ha molta convenienza col suo, e io ne so grado allo sfiatarmi che debbo far in queste mie lezioni, giacché più mi stanca un'ora d* insegnamento che una mezza giornata di studio.
Dalla Svizzera, poi, recavasi fugacemente a Parigi, per rientrare a Brusselle alla fine di novembre. Qui poco trattenevasi ancora, con­gedandosi dall'Istituto Gaggia, lasciando la città che lo aveva ospi­tato per oltre dieci anni; e negli ultimi giorni del 1845 poneva sua stanza a Parigi, dove, nell'ininterrotto carteggio con amici e con esti­matori suoi, nelle visite frequenti. di compatriotti che si recavano fino a lui, si sentiva quasi in Italia.
Ritornava in Svizzera nel novembre del 1846, per invigilare a Losanna la stampa dei cinque volumi del Gesuita Moderno: libro di battaglia, presentato al lettore con la terzina dantesca:
Incontanente interi e certo fui Che quest'era, la setta dei cattivi A Dio spiacenti ed ai nemici sui*
Rientrato nel luglio dell'anno successivo a Parigi, più frequenti lo raggiungevano le amichevoli informative sulle cose d'Italia. Scri-vevagli Vincenzo Salvagnoli; scrivevagli Giuseppe Massari che, lasciata Parigi e trovandosi in Torino fin dal dicembre del 1846,2) era divenuto un vivace araldo del Gioberti in Piemonte.
x) Vedi lettera di V. Gioberti a V. Salvagnoli, del 19 aprile e del 24 giugno 184S, in Ricordi biografici, Ibc. cit., pp. 496 e 504.
t) Vedi lettera (e nota) di G. Massari a V. Gioberti del 21 dicembre 1846, in Giobeti-Massari, Carteggio (1888-1852) pubblicato e annotato da Guatavo Balsamo-Crivelli, Torino, Bocca, 1920, pp. 363-864,