Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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151
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Il ritorno di Gioberti in Italia 151
Stampo questo Ragionamento col mio nome preavvertiva l'autore per mettere io; stesso in pratica la dottrina che professo contro la stampa anonima... e il discorso era anche riprovazione per la stampa clandestina. Poco dopo i fogli anonimi cessavano di venire dalla macchia, e il 6 di maggio era. promulgata la legge sulla stampa in Toscana.
Spuntavano allora i giornali che, nell'interessamento del pubblico per essi, prendevano il posto di certe efemeridi chiamate dal Niccolini fogliacci da caffè . Il 14 di giugno usciva L'Alba col programma segnatole da Giuseppe La Farina, un siciliano fissatosi a Firenze dopo esservi giunto nel 1841, con gli Scienziati radunati a congresso. '' H 19 appariva in Pisa il giornale di Giuseppe Montanelli, L'Italia; e il 2 di luglio era la volta de La Patria.
Ad osservatori intelligenti ed arguti i tre giornali considerati sullo stesso piano inclinato della volgente politica apparivano così:
UÀIba con io stesso suo nome accennava di voler profittare della legge per andare avanti fino a pieno giorno; La Patria si contentava di rammentare che Pietro Leopoldo pensò di coronar le riforme con una specie di costituzione, e le leggi toscane si teneva care; mentre L'Italia prendeva a combattere queste leggi col principio di libertà, ebe voleva applicato nelle relazioni ira Stato e Chiesa . Ond'era che. burlescamente, dicevasi: L'Alba sapeva di pepe, La Patria di sandracca e L'Italia di sagrestia . ")
Ma La Patria si manifestava superiore assai agli altri due, per il nome stesso del Salvagnoli che emergeva sulla triade direttoriale.
Lo stesso Montanelli, cercato come cooperatore diretto a quel giornale fiorentino, appena lettone il programma entusiasticamente approvava: Mi è piaciuto tutto, ma principalmente quella parte che tratta la questione nazionale. È fatto con una maestria prodigiosa. 3)
Fu detto e scritto che il periodico salvagnoliano fosse emanazione diretta del pensiero politico del Gioberti. No: esso era la pura espressione del pensiero manifestato pur nel Discorso sullo stato politico della Toscana. Nondimeno il giureconsulto empolese, non subendo intiera r influenza dottrinaria del filosofo torinese,* sentiva con quello una certa affinità d'idee.
'i) Era il Terzo Congresso degli Scienziati tenuto in Firenze, nella seconda quindicina di settembre del 1841: vedi E. MICHEL, Il Primo Congresso degli Scienziati italiani in Firenze nel 1841, Rassegna Nazionale 16 ottobre 1908. Vedi Atti della Tirza riunione degli Scienziati Italiani, ecc., Firenze, Galileiana, 1841.
2> Vedi G. SILVESTRI, Memorie di C. Guasti. Prato, R. Guasti, 1875, t. II, p. 181.
3> Vedi A. DOMA, op. cit., p. 169.