Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <153>
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Il ritorno di Gioberti in Italia 153
circolare per cercar cooperazione ai propositi del periodico quando stava per nascere; e i propositi erano:
Istituire è mantenere sopra qualunque subictto sociale una siffatta discussione da produrre l'emenda del pubblico e privato costume, l'incremento del sapere, le guarentigie della civiltà nell'Italia, l'ordinamento dello Stato, e l'esercizio di tutte le forze civili per giovare il presente, e promuovere e secondare ogni miglioramento avvenire . A tali propositi andava aggiunta questa considerazione del programma antesignano (che aveva entusiasmato il Montanelli): L'Italia non fu mai uno stato solo. Ma la divisione non ha impedito alla gente italiana d'essere una nazione, bensì le ha imposto d'essere una nazione febee, d'essere una nazione forte .l)
Qui è l7 idea dell'unità d'Italia; e qui il pensiero del Salvagnoli s'in­contra con quello del Gioberti, ma il primo sempre per quel senso storico e pratico innato nella sua profonda sapienza giuridica conti­nuava ad esser contrario all'azione predicata dal secondo, sul predo­minio che avrebbe dovuto darsi al Papa nella compagine nazionale. E pure essendo, come il Gioberti, federalista, lo scrittore politico de La Patria ingegno dei più avveduti - non tardava a chiarirsi favorevole all'indirizzo piemontese, il quale trovava in Toscana un avviamento pratico di temperanza abbastanza antica.8) Logicamente, quando il pensier suo si rivelò chiaro assertore dell'egemonia piemontese in Italia, il giobertiano Salvagnoli venne a trovarsi in aperto dissidio con gli stessi suoi amici moderati, toscani, municipali, leopoldini, fra i quali ebbe già voce autorevole; ma il suo indirizzo si era fatto ormai lungimirante e abbiamo detto politicamente pratico. Avendo il presentimento di una non lontana riscossa italiana contro l'Austria, per lui non potevano esservi che Carlo Alberto e il suo popolo ani­moso condottiero ed esercito agguerrito capaci di scendere in campo per combatterla.
I III.
Ma anche nell'opera giornalistica Vincenzo Salvagnoli è preoccu­pato del male che insidia il suo corpo, e che può attenuare, interrom­pere, troncare forse quella sua indole travolgente, la quale, nel campo
4-
i) La Circuiate, in carta cenerognola (vedi Carte di Giuseppe Arcangeli, Prato) era datata da Firenze il primo luglio 1847; e firmata: Abate Raffaello Lambruschini, Baione Bettino Bicasoli, Aw. Vincenzo Salvagnoli: tutti otre direttori. Sede e reda­zione del giornale in Firenze, Palazzo Bicasoli, via del Cocomero (oggi detta Bicasoli) n. 6.137. Vedi anche C. GUASTI in G. Silvestri, op. cit.
?)'Vedi ENRICO POGGI, Storia aVItalia dal 1814 alV8 agosto 1846, Firenze, Barbera, 1883, p. 325.