Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
<
1939
>
pagina
<
159
>
// ritorno di Gioberti in Italia
159
Interrompiamo qui la missiva del Massari e la continueremo dopo. La seconda lettera giobertiana esponemmo già era stata pubblicata il 17 ottobre e il 22 La Patria riproduceva anche quella scritta al Montanelli, da Parigi, il 28 settembre, e stampata prima ne L'Italia. La circolare trascritta era una lettera pastorale dell'Arcivescovo di Torino, monsignor Franzoni, con la quale il presule invitava i suoi parroci ad essere riservati nel favorire certe funzioni religiose propiziatorie, ed era considerata dai più inopportuna, perchè diretta ad impedire le preci in chiesa per Pio IX.X)
La riportava La Patria il 24 ottobre, in prima pagina, e con un largo commento del Lambruschini, che terminava:
con l'amore delle libere istituzioni s'accende in tatti -i cuori l'amore delle teli-gione: e la libertà è virtuosa, perchè è pacifica e pia.-Nessuna tirannide era stata del tutto doma, perchè le tirannidi erano assalite dall'incredulità. Ora crollano e cadono tutte; perchè le abbatte la Fede. Il Vessillo della libertà, nel secolo decimonono, è la Croce.
Quando il Massari potè leggere questo scritto che conciava per le feste quel prelato, la Patria era finalmente ammessa liberamente in Piemonte, e nel darne l'annunzio alla direzione del giornale,
impersonalmente sottoscritti da La Direzione, vanno attribuiti al Salvagnoli) a cominciare dal primo numero de La Patria divenuta quotidiana (ove il Salvagnoli esaminava gli uomini del nuovo Ministero Leopoldino, tratteggiando da par suo le nobili figure del Serristori e del Ridolfi) una bella serie meritava ammirazione e consenso non soltanto in Toscana, ma anche fuori, e specialmente in Piemonte. Vedansi i numeri 27, 28, 29, 32, 34, 35, 37, 39, 40, 45, 46, ecc. Nei numeri 47 e 49 il Salvagnoli parlò della Lega doganale fra gli Stati Sardi e Romani e la Toscana, ritenuta come una gran prova dell'unione politica tra Carlo Alberto, Pio IX e Leopoldo IL
Un fremente scrìtto è quello del n. 50, a proposito del Grido di deplorazione che s'alzò sull'Appennino di Fivizzano e di Pon tremoli, all'annunziarsi della loro separazione dalla Toscana. Nel n. 58 (4 novembre 1847) l'articolo sulle riforme concesse nell'ottobre in Piemonte (a proposito delle quali una grandiosa dimostrazione si era avuta in Firenze la sera del giorno 3) appariva a Torino come il più autorevole riconoscimento e plauso dell'opinione pubblica italiana verso Carlo Alberto. E un articolo tutto ad onore del Re riformatore era stampato il giorno appresso (5 novembre). Questi gli scritti principali del Salvagnoli nel volgere alla fine dell'anno 1847.
L'articolo che il Massari avea Ietto e fatto leggere (vedi Archivio Salvagnoli, lettera di Massari a Salvagnoli del 22 ottobre) con lo stesso piacere con cui si legge una lettera di Gioberti era quello del n. 40 (16 ottobre) anche quello elogiativo per il Re di Piemonte. A cotesta lettera Massariana accennava, in nota, nel suo lavoro (pp. 169-170) anche A. Doria, errandone però la data dal 22 al 25 ottobre. Veramente nella lettera manca la data, ma nella soprascritta vi è il timbro postale del 22 ottobre.
i) Copia delia lettera pastorale in questione era stata inviata', dal Massari, anche al Gioberti (vedi lettera del 14 e del 28 ottobre, in cui se ne parla (Carteggio, ecc., op. cit., G. Balsamo-Crivelli, p. 404 e seg.): tale circolare come la chiamava