Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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161
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// ritorno di Gioberti in Italia
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Principi riformatori, e non crede né alle calunnie né alle follie; cli'ei veglia, e domanda, non minaccia e non dispera; sa di esser degno delle riforme, e perciò, appunto, sa degnamente aspettare.
L'entusiasmo per l'articolo del Lambruschini era vivo ancora il 1 di novembre: si legge e si rilegge informava il Massari, raccomandando che 8'inserissero con cautela le notizie provenute da altra fonte che non fosse lui:
perchè.diceva se vi si troverà qualche frottola scemerà il credito e sarebbe gran male. Addio di cuore: con tutte le esultanze torinesi mi par sempre eterno il tempo che mi separa da Firenze: sono del parere di D'Azeglio: a Torino mi secco.l)
Il giornale di Vincenzo Salvagnoli .erasi rapidamente diffuso in Piemonte; per l'immensa maggioranza dei suoi.lettori costituiva una autorità; il linguaggio di alti personaggi si esprimeva in questo senso; era necessario far di tutto per mantenere quest'ottima opinione.2)
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La libera ammissione de La Patria nel Piemonte precedeva di poche ore si può dire la concessione delle riforme albertine. Finalmente l'astro di Roma e di Firenze illuminò della sua luce Torino, scriveva al Gioberti il Massari,s) Ma dove questi meglio narrava commosso, la festa veramente italiana del popolo esultante che acclamava il suo re riformatore e pur gridava Viva Gioberti precursore, Vìva Pio IX redentore, Viva VItalia /, era nelle lettere che egli mandava al Salvagnoli, volendo che La Patria fosse il primo giornale italiano a darne notizia.3)
Per celebrare le riforme di Carlo Alberto, l'Associazione Agraria teneva un gran pranzo in una delle Sale della Trattoria dell'Universo: la tavolata dei cento coperti era presieduta dall'aw. Riccardo Sineo.
e si riferisce ad una stampa clandestina datata da Livorno il 10 ottobre, come diretta dai Toscani ai Romani: stampa sobillatrice.
I concetti diceva la dichiarazione dei tre le parole, lo scopo sono quelli di un forsennato, ma forsennato triste! , per concludere che il popolo si confida nei principi riformatori, e non crede né alle calunnie, né alle follie; ch'ei veglia, e domanda ma non minaccia, e non dispera; sa di esser degno delle riforme, e perciò, appunto, sa degnamente aspettarla .
-0 Archivio Salvagnoli, lettera di Massari a Salvagnoli del 1 novembre 1847.
2) Carteggio, ecc., op. eie., G. Balsamo-Crivelli, lett. 116, p. 408.
3) Archivio Salvagnoli, lettera Massari a Salvagnoli del 3 novembre 1847.