Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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163
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Il ritorno di Gioberti in Italia 163
Ma il Gioberti opponeva il gentile rifiuto: Anch'io obiettava mi trovo assai male, e quasi impotente a scriver lettere, non che articoli, a causa di un'ambascia di stomaco che mi toglie il potere di respirare.1) Lettere però ne scriveva e La Patria (fino a quando il Gioberti non cessò di mandarne ai suoi amici, o esprimendole in forma d' indirizzi agli abitanti delle città visitate, accolto trionfalmente, nel suo viaggio in Italia, che doveva aver termine a Torino il 19 luglio del 1848) continuava ad inserirle, sia pubblicandole per prima, sia ricavandole da altri giornali. 2)
D'altra parte Giuseppe Massari, alla reiterata proposta di recarsi a Firenze, rispondeva o con entusiasmo o con frasi evasive. Certo era che, dopo le riforme, egli trovavasi a suo miglior agio anche a Torino.
Torniamo a riprendere sotto mano la sua lettera del 22 ottobre al Salvagnoli:
... Ti ringrazio di quanto mi dici sul conto mio e della cura che ti sei data: il Mondo Illustrato finirà con dicembre, ed io sui primi del nuovo anno sarò senza fallo a Firenze. Spero sempre che mi serberai un cantuccio nella Patria della quale mi mostro fin d'ora sinceramente sollecito. Da che scrivo a te non scrivo più né al Popolo, né ali*Italiano, né al Felsineo, voglio che il tuo giornale sia il primo a dare le vere notizie subalpine. La Direzione, spero, che farà conto del mio zelo, e quando sarò in Firenze mi concederà l'onore di scrivere nella Patria.
Il Massari velava d'ironia garbata le sue parole, certamente. Infatti, perchè sperare in un cantuccio o nell'onore di scrivere, ne La Patria, quando eran certezza assoluta per lui il ripetuto invito e la sicura parola del Salvagnoli, che lo aspettava nella redazione del suo giornale e gli preparava fraterna ospitalità sia nella sua casa di Firenze che nella Villa di Corniòla ?
Certamente il Massari aveva avuto un fatto personale col Governo leopoldino, e il Salvagnoli si era autorevolmente occupato a rimuovere ogni ostacolo al Ubero soggiorno dell'amico in Toscana; ormai il nome d'orrore per il Buon Governo di Firenze, non era più che un ricordo
i) Vedi Ricordi biografici e Carteggio, ecc., op. cit.. G. Massari, voi. II, p. 711.
2) Ricordiamo che tutte queste lettere si trovano raccolte nello Operette poli-iidis di V. Gioberti, Tipografia Elvetica, Capolago, 1851. Oltre alle ricordate lettere pubblicate ne La Patria (con quella riportata da L'Italia e scritta al Montanelli il 29 settembre, da Parigi) comparivano ne La Patria altre missive del Gioberti. Una (ovvero un {rammento di epistola evidentemente mandata al Salvagnoli) compariva nel n. 49 (25 ottobre) e sotto la data dell'I 1 anteriore e sempre da Parigi. Era presentata da queste parole il cui contenuto è la sintesi del brano epistolare che le .accompagna: Il desiderio di pubblicare un omaggio di lode tributato da Vincenzo