Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <169>
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// ritomo di Gioberti in Italia 169
Mercoledì vi sarà un pranzo di più di 600 persone dato al Commercio: mi hanno invitato una volta e per paura che dicessi di no mi scrissero due lettere. Credo dunque che sarò a Firenze martedì al più tardi: ti scrìverò da Genova: verrò addi­rittura in casa tua. Non puoi credere le istanze che mi si fanno perchè torni; ministri e scrittori e patrizi e borghesi non fanno altro che dirmi di tornare: se ne mescolano perfino le donne: di ciò parleremo a lungo. Ti assicuro che In questa lotta fra i miei affetti mi sento straziar l'anima. 0
Tutto era vero, in questa rapida e colorita descrizione delle mani­festazioni di cordialissimo commiato, rivolte al Massari che, in un solo anno di residenza vissuto a Torino, si era fatto apprezzare per la sua attività giornalistica veramente oggi si direbbe dinamica, per la sua facilissima ed abbondante loquela (oggi pure direbbesi travol­gente), e per quella testa capricciosamente arruffata, per quei baffetti neri, per quegli occhi vivacissimi che lo lasciava supporre lui e c'era da crederlo avevano largamente mietuto simpatie ed affetti in più d'un cuore femineo.
Aveva detto di partire da Torino il venerdì prossimo (cioè l'ultimo giorno del mese di dicembre del 1847); ma era costretto a con­cedersi una proroga di altri quattro giorni per rendere tutti gli t arri­vederci che amici e conoscenti subalpini gli dicevano. Finalmente il 4 gennaio lasciava Torino e il 6 era a Genova senza poter partire, perchè il vapore sul quale doveva imbarcarsi per Livorno, VAchilie, bruciava proprio in quel giorno.
Salperebbe dopo ventiquattr'ore; nel frattempo non dimenticava i suoi rapporti con La Patria, informando il Salvagnoli per la via di terra:
Oggi parte da Genova uua deputazione composta da Giorgio Daria, Lorenzo Pareto, Vincenzo Ricci, Abate Dona, James Balbi, aw. Canale, avv. Gabella, aw. Federici e marchese Cambiaso, la quale va a Torino per arrecare una istanza dei Genovesi che chiede al Re la guardia- civica e l'espulsione dei Gesuiti. A voce ti spiegherò la ragione di questa faccenda che è seria assai, e della quale La Patirà dovrà occuparsi. Sabbato a sera, domenica mattina al più tardi sarò a Firenze e verrò in casa tua... P. S. Se vengono lettere da Torino a me dirette aprile pure e ci troverai notizie.2)
L'esule viaggiante era ormai in cammino per un'altra tappa (che si prolungherebbe poco più di due mesi), del suo non finito errare.
i) Archivio Salvagnoli, lettera Massari a Salvagnoli, del 28 dicembre J847.
2) Archivio Salvagnoli, lotterà Massari a Salvagnoli del 6 gennaio 1848 da Genova. La notizia della Missione dei notabili genovesi recatisi a Torino compariva ne La Patria del 9 gennaio.