Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <171>
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// ritorno di Gioberti in Italia 171
deputazione fuori legge, capeggiata dal Guerrazzi, arrogantesi il privi" Iegio di trattare a tu per tu col Granduca. '
Si sa che il Governo toscano, avuta notizia dal moto sedizioso e delle sue prime conseguenze, inviava a Livorno il Ministro dell'Interno, Cosimo Ridolfi, con pieni poteri di commissario straordinario, accom­pagnato dal generale Francesco Trieb, comandante supremo delle truppe stanziali, e da Niccolò Lami, regio procuratore generale, onde reprimere con ogni mezzo militare e giudiziario la sommossa. Frat­tanto Leopoldo chiamava attorno a sé i buoni sudditi, perchè dessero prova dell'affetto sempre professatogli, e affidava la tutela della patria comune alla Guardia Civica. 2J
Fu uu vero plebiscito di devozione rivolto al Principe da parte delle Magistrature dei Municipi, prima fra esse la fiorentina della quale era a capo, da soli cinque giorni, il gonfaloniere Bettino Ricasoli, uno dei tre direttori de La Patria. E non ultima la Magistratura commuta­tiva di Empoli, patria del Salvagnoli, che offriva i petti de* suoi con­cittadini pronti a divenire scudo all'augusta Persona dell*A.I. e R. senza timore di alcun luogo della Toscana discorde, senza conoscer sacrifizio, sentendosi anzi sospinti ad offrirlo e ad offrirlo con effusione di cuore. Prova indubbia di devoto legittimismo, che gli empolesi rinnoverebbero per la restaurazione leopoldina nel 1849. 3)
Arrivato a Pisa il Ridolfi vi sostava, s'informava del come volge­vano le cose a Livorno, poi si recava là. faceva sapere di esser deciso e risoluto a reprimere il disordine, a castigarne a dovere gli autori, a non transigere col tumulto in qualunque modo, in qualunque tempo, sotto qualunque forma si rinnovasse. E ciò malgrado le raccomandazioni dello Sproni che implorava si accogliessero le istanze della deputazione illegale.
Durante la notte dai 9 al 10 gennaio si arrestavano le persone note, o sospette d'aver sobillato i disordini; compreso fra esse il Guer­razzi che veniva inviato al Forte Falcone, a Portoferraio. La fermezza del Ridolfi ristabiliva così l'ordine, tanto che, una quindicina di giorni dopo, le co3e eran tornate tranquille e il Commissario straordinario accommiatavasi da Livorno, dopo aver detto alla cittadinanza un
il Vedi ZOBI, Zoe cit. La Deputazione si costituiva in Governo locale ed era composta del conte De Larderei, di G. B. Bartolommei, L. Gicra, E. Bartel-ioni, G. Fanelli, R. Franasi, L. Orecchi, M. Aiutacela, F. D, Guerrazzi.
a) Vedi Proclama di Leopoldo II, del 7 gennaio 1848 ai Toscani!; vedi Gazzella di Firenze (giornale ufficiale del Granducato) n. 5, dell'8 gennaio e. a.
3) Vedi deliberazioni 11 gennaio 1848 della Magistratura Civica di Empoli, e Indirizzo della medesima a S. A. I. e R. Empoli, tipografia Capaccioli.