Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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172
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Tomaso. Fracassi ni
addio, le cui frasi scritte con grosse parole e contraddittori concetti, alternanti la pia tremenda delle tirannidi (fortunatamente scongiurata) all'audacia di pochi, ecc., ecc., non piacevano a La Patria, la quale, sferrando il primo attacco palese al Ministro dell'Interno, marchese Ridolfi, motivava ben due colonne di prosa attorno a queste parole: La Toscana ha tutta bisogno di essere riordinata a cominciare dal Governo. E questo riordinamento abbiamo sempre sperato che fosse il programma e dovesse esser la gloria del Ministero Ridolfi. Ma fin qui questa speranza è stata poco nutrita; tuttavia non è morta. E appunto per questo noi ci rivolgiamo al Ministero, pregandolo a non differir più di por mano a questa opera necessaria quanto gloriosa. ''
Checché' si biasimasse l'improvvisa presa di posizione de La Patria contro il Governo Ridolfi, certo fa che l'invito da essa rivolto a non differire più oltre le ulteriori riforme costituzionali, venne inteso da Leopoldo II. 2)
Ora appunto a quei giorni di sommossa livornese il Massari, partito da Genova il 7 di gennaio, sbarcava in Toscana; passava da Livorno a Firenze, sostando per un breve riposo a Empoli, ovvero alla Villa di Corniola, poiché egli era ospite di Vincenzo Salvagnoli.
VII.
La presenza del Massari fra i pochi ma ottimi redattori de La Patria è accolta con molta simpatia dai profughi non tutti siciliani e napoletani, ospiti di Firenze: dal Busacca al La Farina che dirige L'Alba, da Giovanni Berchet a donna Gostanza Arconati, la quale annunzia a Michele Amari: ... è arrivato finalmente il Massari e scrive nella Patria. 3)
1); La Patria riportava VAddio del Ridolfi ai Livornesi, del 22 gennaio, commentandolo in forma di attacco alla carrozza ministeriale, nel n. 140 del 25 gennaio.
2) Livorno era ridotta in assoluta calma ai 22 di gennaio. Il generale Sproni era stato revocato da Governatore della Città, e sostituito col marchese Scipione Bargagli. Al qnartiere popolare della Venezia, in premio del leale suo comportamento fedéle al Granduca, durante i moti, era stata concessa quella scuola primaria di cui il capo-popolo Pedani aveva fatto richiesta personalmente al Ridolfi (vedi Gazzetta di Firenze n. 11 del 15 gennaio). Il Guerrazzi, poi, trasferito con i compagni il giorno 15 marzo dal Forte Falcone al Forte Stella, sempre in Portoferraio, veniva amnistiato il 30 e liberato il 31 marzo.
3) Vedi Carteggio Amari, a cura di A. D'Ancona, Rottx. Torino 1896, pp. 226-227; vedi Carteggio Gioberti-Massari (già citato) a cura di Gustavo Balsamo-Crivelli, p. 416, nota. II Massari, accennammo, era andato a La Patria dietro reiterato invito di Vincenzo Salvagnoli; ma come semplice redattore o compilatore (ed il Massari stesso lo dice nei citati Ricordi biografici del Gioberti) e non come direttore,