Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
<
1939
>
pagina
<
173
>
// ritornanti Gioberti in Italia 173
Il primo articolo che egli pubblica, appare sotto la data del 12 gennaio ed è fondamentale. Inizia una serie quotidiana di scritti, pressoché ininterrotta, ad illustrare gli avvenimenti del giorno, dalle vicende politiche del Piemonte a quelle del Regno delle Due Sicilie, quando non commenta il pensiero del Gioberti che, non avendo voluto essere collaboratore del giornale del Salvagnoli, tiene a vedere le lettere che invia agli amici, pubblicate ne La Patria, la quale non tutte per sé gode le preferenze dell'autore del Primato, e deve spartirle con la pisana Italia. L>
Il Massari è giunto nel tempo opportuno a fiancheggiare il Sal-vagnoli e il Lambruschini. Sotto il fuoco di fila dei loro scritti giornalistici diretti ai Principi ormai propensi a riforme; a Pio IX e a Carlo 'Alberto, a Leopoldo e a Ferdinando, anche il Granduca si muove.
Con le prime franchigie già concesse alla stampa, con la creazione della Consulta di Stato, con la convocazione della Conferenza incaricata di studiare e proporre quelle riforme delle quali la legislazione municipale potesse esser suscettibile, egli si era già fatto
e un grato dovere d'inoltrare i Toscani sulla via di quel progresso civile: proponendosi il nobile e giusto fine di dotare gradatamente il paese d'istituzioni che per il loro carattere eminentemente patrio e nazionale contribuir potessero alla causa generale dell'unione e dell'indipendenza Italiana.
Ora veniva nella determinazione d'ordinare che gli fosse presentata una legge fondamentale per la Toscana, unita ad un progetto di riforma della concessa e vigente legge sulla stampa; e il progetto di riforma dell'istituzione della Consulta di Stato doveva essere coordinato ed armonizzato con quelle innovazioni del sistema municipale, onde giungere a perfezionare al più presto quell'opera utile ad assicurare la prosperità del paese.
che direttori del quotidiano fiorentino erano: barone Bettino Bicasoli, abate Raffaello Lambruschini, avv. Vincenzo Salvagnoli; in effetto il vero direttore era il Salvagnoli. Com'è detto, il primo articolo di fondo, firmato G. Massari, appare ne La Patria il 13 gennaio, sotto la data del 12, n. 128. Fino al giorno della sua partenza per Napoli (16 marzo) ne scrisse sessantacìnque. Tornato a Firenze, per poi andare col Salvagnoli e col Berchet a Milano, ne scrisse altri tre; da Milano, poi, ne mandava altri otto. E basta.
1) N*è prova anche la lettera scritta al Grave dal Gioberti, il 25 gennaio 1848 da Parigi: pour l*abonnement questi consigliava, dopo aver detto che Patria e Italia erano fra i migliori giornali della Penisola la voie lo plus expéditive c'est que votis écrivez à M. l'avocai Salvagnoli à Florence, pour la Patria, et à M. le professeur Montanelli à Pise pour l'I t alia. Vous pouves le faire en mon notti car Us sont tota les deux mes amie... (vedi Ricordi biografici cit., voi. Iti, p. 25).
2) Vedi Motuproprio del 31 gennaio 1848 (Gazzetta di Firenze, n. 25, febbraio) che nomina il quinquevirato nelle persone: cav. Nicolò Lami, marchese Gino Capponi,
fi,