Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <176>
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Tomaso Fracassini
La seta del 3 febbraio aveva luogo al Teatro Nazionale in Firenze un banchetto a cui intervenivano 250 cittadini caldi di patrio affetto, per festeggiare gli esuli del Napoletano e della Sicilia, alcuni dei quali, come Giuseppe La Farina, si apprestavano a ritornare in patria. '
Banchetto nazionale dunque, per Massari e per La Farina, per Busacca, Carbone, Enrico Poerio, Talentini, Monzani e gli altri profughi.
Il più loquace entusiasmo diffondevasi in patriottica accademia sulle tavole apparecchiate. Discorsi e poesie (fu pur letto un indirizzo d'Isabella Rossi-Gabardi-Brocchi alle donne siciliane) in gran numero e, a nome dei suoi fratelli d'esilio e di sventura lì presenti, la cui storia dal 1821 al 1847 era storia di martirio perla causa dell'italiana nazio­nalità e per l'italiana libertà, il Massari parlava ai fratelli Toscani generosi figliuoli di Ferruccio e di Pier Capponi .
Il Cantico di allegrezza che sotto la cupola di Brunellesco voi inalzaste per festeg­giare la vittoria dei figli di Cirillo, di Pagano e di Caracciolo terminava l'oratore, il cui discorso era proposto, ad unanimità, per la stampa echeggiò in tutta Italia: fu cantico di vita per noi, di morte per lo straniero. E se nel cielo gli spiriti dei grandi cittadini serbano memoria e cura delle cose umane, oh, io non dubito, che l'eco del vostro cantico fece più bella la loro beatitudine e nelle serene regioni, dove non entrano i nemici della libertà, fu visto mosso da ìmpeto di fra tellevole contentezza Michele di Landò sorridere e stringere la mano al suo fratello pescatore, a Masaniello ! La nostra unione non cesserà mai, durerà coll'Italiu; oggi è consacrata dalla gioia, domani sarà suggellata col sangue versato a difesa della nostra indipendenza. ->
A ricordo della serata si decretava ima medaglia A Palermo V Italica ideata dallo statuario Lorenzo Bartolini.
Vili.
Ai 6 di febbraio la quasi centenaria Accademia fiorentina dei Georgofili (la quale, circa un anno innanzi, aveva onorato Riccardo Cobden di passaggio da Firenze, e, prima di lui, Roberto Peel) iscriveva a suo socio onorario Vincenzo Gioberti. 3>
*) Il 10 di febbraio Giuseppe La Farina si congedava da L'Alba, che egli aveva ditetto, e dai suoi collaboratori, perchè - - diceva - - il suo dovere Io chiamava in Sicilia. Ritornava a Firenze, come commissario di Sicilia presso gli Stati del Regno settentrionale d'Italia, il 19 maggio.
) Vedi n. 151 (5 febbraio) de La Patria. Vi è riportato il discorso Massari. Un resoconto speciale è ne L'Alba* sotto la medesima data.
:) Vedi La Patria ìi. 118 (3 gennaio).