Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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182
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f 182 Tomaso Fnwassini
X.
Redattore de La Patria e ospite di Vincenzo Salvagnoii il Massari alternava il suo soggiorno tra Firenze e la villa empolese di Corniola. E saranno cotesti ozi villerecci sempre ricordati:
Se avessi fiducia maggiore nella lealtà postale della Toscana scriverà tre anni dopo all'amico, raccomandando la missiva alla cortesia del Ministro Sardo, marchese Di Villamarinal) ti scriverci spesso, e io m'intratterrei teco attraverso lo spazio con quella schiettezza e affezione, con le quali discorrevamo insieme vicino al tuo camino, ovvero a Corniola. Pdhèlaon tornano quei tempi ? perchè non mi è dato stare accanto a te, uno di quei pochissimi esempi' di galautomismo perseverante in questi tempi fecondi di birbi e di girella di tutti i colori ?...
E da Corniola, ovvero dalla stazione ferroviaria di Empoli, il Mas sari era partito per Napoli il 16 marzo, salutato da molti cittadini dabbene che lo avevano ringraziato, a nome di tutti i buoni del paese, per la sua efficace operosità di giornalista, e accompagnato con fausti auguri a quella terra che, libera, lo attendeva ansiosa e lieta, e che schiava Io vide partire illustre e temuto peregrino, costretto a comprimere il giusto cordoglio. Da Empoli, per la via ferrata Leopolda , andava a Livorno; da Livorno a Civitavecchia e a Roma, da dove scriveva al Salvagnoii:2)
Il dispiacere d'averti lasciato è accresciuto dal pensiero, che nessuno mi compenserà della perdita della tua compagnia. Dico ciò nel senso amichevole non solo, ma anche nel senso politico: la nostra unione era indissolubile, perchè poggiava sulla identità delle convinzioni e sulla ragione. La distanza non la scioglie di certo, ma essa non sarà, più cosi permanente e cosi attiva: non avrò più il piacere e l'onore di vedere nella Patria il mio umile nome congiunto col tuo meritamente e italianamente illustre.
Ho fatto un vero sagrifizio, e forse a Napoli non me ne sapranno nemmeno avere tutta la gratitudine che mi spetta. Ma il proprio paese ha diritto di esigere i sagrifizi, e chi lo ama deve farli anche quando è sicuro che essi saranno per rimanere ignorati e sconosciuti...
La lunga lettera in cui era vivo il rammarico dell'abbandono, verso La Patria (alla quale tornerebbe a collaborare) e verso l'amico, continuava ancora, dando molte notizie sulle persone care incontrate a Roma
l) Arditelo Salvugiioli, Corniola; vedi lettera di G. Massari a V. Salvagnoii indirizzata: AJ Chiarissimo Ayv. Vincenzo Salvagnoii, raccomandata alla cortesia del sig. march. S. di Villamarina (copi da T. F.)
z) Archivio Salvagnoii* vedi lettera di G, Massari a V. Salvagnoii del 21 marzo da Roma (cop. da T. F.). Il Massari partiva da Empoli per Livorno, non essendo ancora in esercizio (e lo sarebbe fra poco, U 18 maggio successivo) l'ultimo tratto da Firenze ad Empoli doliti ferrovia Leopolda. Per la partenza del Massari vedi corrispondenza da Empoli a La Patria in data 16 marzo (n. 193, 18 marzo).