Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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183
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( ho visto tutt'i comuni amici e tutti mi hanno parlato di te con affetto e con ammirazione), informando che la Patria qui è letta universalmente, ed ha voce di essere il primo giornale d'Italia , e mandando particolari sulle vicende politiche del Governo pontificio.
Salatami infinitamente il Barone, Lambrnscmni e tutti gli amici terminava la lettera: ti scriverò da Napoli, e tu aspettami a scrivere fino a che non abbi ricevuto mia lettera da quel paese, dove mi reco con Io etesso piacere col quale anderei a gettarmi in un pozzo-Ma a Napoli non andava. Il 23 era ancora a Roma, ivi raggiunto dalle notizie della rivoluzione di Vienna e delle Giornate di Milano. Mandava un'altra corrispondenza a La Patria (la prima il SalvagnoU l'aveva ricavata dalla lettera del 21, alla quale accennammo più sopra), descrivendo l'entusiasmo dei volontari che partivano per la Lombardia, agli ordini del generale Durando e del capitano Ferrari. Da Napoli intanto don Marino Massari aveva scritto al figlio Giuseppe un'affettuosa lettera, in data 18 marzo, indirizzandola a Firenze.
Nella vigilia del Vostro Santo i' vi scrivo, e sapete quante dolci rimembranze risveglia al mio cuore un tanto giorno. Egli augurava l'amoroso papà , il gran Santo vi protegga da tutti gli agguati del nemico infernale, e vi custodisca sempre come miracolosamente ha fatto finora. -)
Indi scriveva che Giuseppe era atteso laggiù per rivederlo, abbracciarlo e consolare tutta la famiglia: perchè qui la cosa pubblica va male, malissimo, essendo stato accalappiato lo stesso Bozzelli; infine perchè Bari vi desidera uno de' suoi rappresentanti al futuro parlamento .
Invece di andare a Napoli, od a Bari, il Massari ritornava a Firenze e trovava che lo stesso entusiasmo rivolto due mesi prima agli esuli
') A c'iivio Salvig-i'jlì. Corniola, vedi lettera G-. Massari a V. Salvagnoli del 23 marzo (cop. da T. F.).
Nel n. 201 (26 marzo) de La Patria, una corrispondenza da Roma, era detto:
a Qui si delira di gioia, e-si parlava del generale Durando e del capitano Ferrari
che partivano coi volontari per il Po; infatti il Durando partiva il 24 marzo. Già ne La Patria (n. 196,21 marzo) era stato annunciato che il Durando verrebbe nominato generale delie truppe pontificie, e con Massimo D'Azeglio e con l'ufficiale di cavalleria conte Casanova suderebbe in Romagna ad organizzare l'esercito detto di osservazione ma che, in realtà, era truppa preparata non soltanto perla difesa dei confini delle Legazioni, ma anche per passare il Po. H generale Giacomo Dorando apparteneva a quel nucleo di ufficiali piemontesi richiesti, sia dal Pontefice sia dal Granduca di Toscana, per organizzare ae' propri Stati, le milizie stanziali, A Firenze, agli ordini del Collegno, venivano inviari il colonnello Compia, il maggiore Beraudi (valorosamente caduto a Montanara) e il capitano Cambiati.
2) Archivio SalvagnoU, Corniola, vedi lettera di Marino Massari, al figlio Giuseppe, a Firenzi!, da Napoli, 38 marzo 1848 (cop. da T. F.),