Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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185
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// ritorno di Gioberti in Italia 185
E il Gran Capitano d'Italia entra in Lombardia, entra in Milano quando, a Firenze, arriva ed è festeggiatissimo il stxo Ministro plenipotenziario presso la* Corte Granducale, Salvatore Pes di Villamarina.
H 27 di marzo: nuovo solenne Te Deum in Santa Maria del Fiore, per gli eroici Milanesi Giovanni Berchet, il Tirteo lombardo, il gran Poeta nazionale d'Italia è portato in trionfo da una folla immensa, la quale radunata sotto le Logge degli Uffizi, vicino alla piazza' del Granduca, vuol ch'egli parli. E un discorso il Poeta aveva preparato, ma, vinto dalla commozione, non può pronunciar parola e incarica Giuseppe Massari che gli sta vicino, a leggerlo per lui. ''
Ogni Stato d'Italia intanto invia a Milano speciali rappresentanze, anche per assistere ai solenni funerali per le vittime delle Cinque Giornate. Di quella toscana, la quale accompagna a Milano il Berchet ed i profughi che ritornano in Lombardia, è a capo Vincenzo Salvagnoli accompagnato da Giuseppe Massari, che rappresenterà Napoli, Luigi Sabatelli e Vincenzo Ricasoli.
La responsabilità della parte politica de La Patria è assunta da Bettino Ricasoli, Gonfaloniere di Firenze; e mentre il Salvagnoli col sèguito viaggia alla volta di Milano, accade quell'incidente giornalistico che, per una corrispondenza da Genova, sbocca in un duello.
Il marchese Luigi Torrìgiani, schiaffeggiato dal Ricasoli, lo sfida. Ha luogo lo scontro; Bettino rimane leggermente ferito. 2>
I XI. I
Il Salvagnoli, il Berchet, il Massari Bono a Milano il 2 api ile. Lo annuncia lo stesso Massari al Gioberti, ragguagliandolo intorno a quel che succede in Italia. Guadagna terreno l'idea della repubblica, e questa
u Vedi La Patria, n. 203 (28 marzo). ..
2) Le ragioni del duello furon dette in una lettera del Ricasoli al Lambruschini (vedi Lettere e documenti di B. Ricasoli, a cura di M. Tabarrini e A. Gori, Firenze, voi. I, p. 333). Ne fu causa una corrispondenza da Genova a La Patria comparsa nel n. 206 (31 marzo) con la quale veniva segnalato a Firenze che il marchese Paolucci, antico e fedele amico dell'Austria e de' Gesuiti, soldato russo, e nativo di Modena andava a stabilirai presso alcuni parenti fiorentini* Guardatevi da costui... diceva il corrispondente. Fì la direzione de La Patria accompagnava questa corrispondenza con un commento appropriato. Il marchese Luigi Torrìgiani era genero del marchese Paolucci. La splendida figura politica del Ricasoli, a cui fu degno ed utile apporto la consulenza geniale ed unica, nel suo tempo, del Salvagnoli, rifulse pienamente nel periodo dell'annessione plebiscitaria della Toscana ai Piemonte. Si richiama all'attenzione del lettore L'Unità d'Italia nel pensiero e nell'azione del Barone Bettino Ricasoli per MARIO Puccio NI, Vallecchi Editore, Firenze.