Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <187>
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Il ritorno di Gioberti' in Italia
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proclamarla dal luogo donde vi scrivo, cioè da Milano, sulle cui bar­ricate ancor fumanti di sangue barbaro e di sangue italiano il Salva­toli giurava che, nelPeseguire il mandato affidatogli dai suoi elettori, avrebbe sempre presente che senza Indipendenza non vi può essere Nazionalità d'Italia, e senza Principato largamente e lealmente Costi­tuzionale non vi può essere Toscana felice .
Gli empolesi accoglieranno questo appello e concederanno nei comizi elettorali del prossimo giugno, la maggioranza dei loro suffragi al candidato concittadino, mentre "un gruppo di agrari manifesterà la sua preferenza per Cosimo Ridotti.r)
Il soggiorno del Salvagnoli a Milano si protrae per vari giorni ancora, ed egli si occupa tuttavia del suo giornale, dove gli articoli politici sono di penna del Lambruschini a cui si è aggiunto Celestino Bianchi, e di Raffaello Busacca.
Né tornerà a Firenze, se prima non abbia avuto certezza che l'in­vocato Gioberti verrà dal suo esilio in Italia. Si è annunziato infatti che l'autore del Primato arriverà a Milano. 'Al colmo della gioia il Massari scrive nuovamente al grande amico che è tuttora a Parigi:
Fu te presto, prestissimo: sarete prezioso, salverete l'Italia. I buoni vi aspettano con le braccia aperte, perchè confidano nella vostra parola autorevole ed elocpientis-=ima... Venite, venite, venite. Vi scrivo a nome di cento persone: la nostra causa ha bisogno di voi... Berchet v'abbraccia... Salvagnoli, che è ancora qui, vi saluta e v'invoca, come tutti v'invocano. ?)
La lettera di Vincenzo Gioberti al dottor Timoteo Riboli di Parma, pubblicata in un supplemento dell'Indipendenza Nazionale viene diffusa a centinaia di copie, è affissa sui canti di Milano, producendo un effetto immenso nella popolazione, sicché il desiderio dei pochi è divenuto la volontà dei più. non già di leggere ma di ascoltare la viva parola del precursore che, se era risoluto di andar subito da Parigi a Milano, ai primi d'aprile, un ostacolo per allora notevole non glielo permetteva. Mancava di denari sufficienti per un viaggio simile, ed avvertiva il Massari che si dava premura di trovarglieli, rivolgendosi a donna Costanza Arconati. passata anch'essa da Firenze a Milano, la quale incaricava subito Giovanni Arrivabene di spedire, per persona fidata che si recasse a Parigi, almeno duemila franchi al Gioberti.-3'
3} Vedi nota 3 a p. 136.
2) Vedi Carteggio GiobertU-Massari, op. cit., per 6. Balsamo-Crivelli, lettera 151, p. 420 e scg.
) Vedi Carteggio Gioberti-Massari, op. cit., per G. Balsamo-Crivelli, pp. 424-426; vedi A. Luzio, Profili biografici e bozzetti storici* Milano, Cagliati, 1906, p. 13, p. 65; vedi G. MASSARI in Ricordi biografici e carteggi di V. Gioberti, op. cit., voi. Ili, p. 122.
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