Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <193>
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Il ritorno di Gioberti iti Italia
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a Brescia ove egli si farà una festa grandissima; della guerra oggi niente di nuovo e:
Hai lotto chiede il discorso della Corona a Torino? È stupendo; è scritto da Pareto (Lorenzo) e v'è la zampa di Gioberti: comentalo da tuo pari. Lodiamo sempre e con cuore, il governo piemontese; 6 il solo governo che sia oggi in Italia... lì
Alla seconda lettera, che lo informa di un incidente, a parole, avuto dal Salvagnoli col marchese GentileFarinola, a proposito dell'indirizzo dato alla Patria, il Massari corrisponde il giorno dopo 11 maggio:
Mi rincresce immensamente l'accaduto fra te ed il marchese l'arinola, e spero che la mia risposta ponga fine a qualunque dispiacere fra voi due. Per carità questi non son tempi di recriminazioni, né di ire personali fra chi intende al bene d'Italia.
Il fatto sta in questi termini. Alcuni giorni prima della mia partenza incontrai il Farinola, il quale dopo avermi fatto mille gentili complimenti intorno alla mia col­laborazione alla Patria disse, che almeno ora ti saresti occupato più della Toscana, perchè alla fin fine la Patria era giornale toscano. Io allora mi studiai di convincere il mio onorevole interlocutore, che la questione lombardo-veneta era questione di tutti e che la Toscana aveva obblighi speciali alla Lombardia per la sua resistenza eroica, lì, senza la quale gli Austriaci avrebbero passato l'Abetone. La conversazione rimase e tene parlai la sera, perchè mi rincresceva di passare presso il Farinola come un decla­matore appassionato od insulso. Ho scritto contemporaneamente al Farinola, e credo fermamente che alla lettura delle mie lettere entrambi vi stringerete la mano da buoni amici. Pare impossibile che oggi rimpetto a questioni tanto grandi si debba pensare a controversie personali; io vorrei aver hi lingua mozza, anziché essere stato cagione innocentissima ed involontaria di dissapore fra due galantuomini... Ti mando sotto fascia il saluto di Gioberti ai Milanesi. Ristampalo subito e con lodi nella Patria...*)
E ne La Patria del 14 maggio era stampato VAddio ai Milanesi, pre­ceduto da un cappello di Salvagnoli, in cui era detto che la parola di Vincenzo Gioberti, è come l'acqua purissima d*inesauribile sorgente che scende benefica a fecondare, mostrando la libertà della sua altezza... .3'
H Gioberti era partito per Brescia il 10, arrivandovi la sera e pernottandovi. Dimostrazioni spontanee di pubblica ammirazione lo accoglievano a Chiari, Coccaglio, Rovato e ad Ospitaletto.
L'11 maggio, alle 4 pomeridiane, giungeva a Sommacainpagna, dov'èra il Quartier Generale dell'esercito piemontese. Fu ricevuto a Palazzo Terzi, alloggio del Re, dal conte di Castagneto che, dopo un'ora, Io presentava in udienza a Carlo Alberto: visita affettuosissima.
1) Archivio Salvagnoli, Corniola, lettera 10 maggio da Milano di Massari a
Salvagnoli (cop. F)
à) Archivio Salvagnoli* Corniola, lettera 11 maggio da Milano di Massari a Salvagnoli (cop. F); per VAddio di Gioberti ai Milanesi.
3} Vedi La Patria (14 maggio), n. 250 ; VAddio del Gioberti ai Milanesi è del 9 maggio; nel n. 251 è un articolo ad hoc di Gioberti.