Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <194>
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Tomaso Fracassini
Il Gioberti si giustificava di non avere accettato la senatoria, perchè non volle diminuire, investito di tale carica, la forza de' suoi detti e dei suoi Scritti esposti sempre con propria convinzione a sostenere il principio monarchico-costituzionale. H Re gli soggiungeva avergli fatto piacere che accettasse il mandato parlamentare e, accomiatandolo, lo abbrac­ciava caramente. Altro colloquio gli concesse nel pomeriggio del 12, e lo volle suo commensale.
Prima di partire il filosofo rassicurava il Sovrano, dicendogli che si sarebbe recato a Roma, e là avrebbe parlato schiettamente al Pontefice, onde cercar di
rimuovere dall'animo di Ini i sospetti e gli scrupoli e persuaderlo che dal trionfo delle armi italiane, la religione e la sede di San Pietro non avrebbero richiamato se non lustro maggiore e vantaggi non lievi. *)
Lasciata Sommacampagna il 14, il Gioberti si dirigeva a Cremona, ove trattene vasi fino al giorno 16 (e in quel giorno, inaugurandosi i lavori legislativi al Parlamento Subalpino, egli era nominato per accla­mazione Presidente della Camera) ed era tanto trionfalmente accolto da dover dichiarare al popolo e... per quanto io vada superbo del vostro amore, non posso illudermi a segno di credere che gli applausi non fos­sero indicati principalmente all'idea dell'Unità Italiana, onde io sono debolissimo, ma saldo e sincero patrocinatore. *1
Fra Cremona e Pontremoli apprendeva le notizie della catastrofe di Napoli, per cui la Camera dei Deputati, alla quale era stato eletto anche il Massari, veniva disciolta prima d'inaugurarsi.
Invece a Milano il Governo provvisorio preparavasi all'unione col Piemonte. Aveva contribuito a far saltare il fosso una lettera del Mignet, datata da Parigi il 28 aprile, pubblicata dal giornale H 22 Marzo, nella quale era detto che i Lombardi avevano la propria sorte nelle loro mani, potendo formare un* magnifico Stato che si estendesse dalle Alpi agli Appennini, chiudendo per sempre la Penisola agli stranieri.3) Di questa
J) Vedi G. MASSARI. Ricordi biografici, ecc., Op. cit., voi. Ili, p. 105; vedi Gazzetta di Firenze, n. 117 (19 maggio) corrispondenza del 12 maggio alla Concordia,
2) Vedi G. MASSARI, Ricordi biografici, ecc., op. cit., voi. Ili, p. 107; vedi La Patria, n. 264, 28 maggio: si riporta l'indirizzo di Gioberti ai Cremonesi (15 maggio), poi, nel n. 271 (4 giugno) saranno riportati gl'indirizzi del Gioberti ai Piacentini (16 maggio) ed ai Parmigiani (17 giugno). Com'è risaputo, giunto il Gioberti a Cremona si recava a visitare Ferrante Aporti, annunziando all'onorando ecclesiastico effe Carlo Alberto lo aveva scelto ad Arcivescovo di Genova in surrogazione del defunto cardinale Xadini; proposta, però ebe non fu ratificata dalla Santa Sedo*
3) Vedi II 22 Marzo del 12 maggio, sotto la rubrica Notine di Milano, pubblicata la lettera di Francesco Augusto Maria Mignet al Gioberti da Parigi, il 28 aprile 1848.