Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
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1939
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pagina
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196
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Tomaso Fracassimi
Imbarcato sul Lombardo, magnificamente imbandierato, il Già? berti col Massari, il marchese Camillo Caracciolo, l'abate Baracco e altri, salpava dal porto di Genova la sera del 22 alle sei e mezza arrivando di buon'ora, al mattino del 23, in vista di Livorno.
XIV.
Prossimo all'approdo il Lombardo veniva abbordato da una barca* e da essa due uomini salivano sulla nave. Erano il ministro diplomatico di Re Carlo Alberto, in Toscana, marchese Pes di Villamarina, e Vincenzo Salvagnoli, venuti da Firenze per essere i primi ad ossequiare l'ospite illustre: un affettuoso abbraccio passò dal maestro all'amico.
Altre barche sciamavano attorno alla chiglia del vapore. Per quanto il Gioberti avesse detto di voler proseguire subito per Roma, accolse nondimeno l'invito di trattenersi per alcune ore a Livorno, ospite del cav. Spagnolini, console generale di Sardegna.
Sceso allo scalo dei Quattro Mori, ricevuto da una deputazione di autorità, preceduto, accompagnato, seguito da tre centurie di civici, musica e bandiera in testa, raggiungeva il palazzo del Consolato Sardo, in via Grande, dinanzi al quale era stata pósta una guardia d'onore. E qui accolse l'omaggio di quante persone eran venute per vederlo, da Pisa (fra tanti notabili, Silvestro Centofanti ed altri onorandi professori dello Studio pisano, i quali, secondo il Massari, parevano ostentare rammarico per non contare nel loro senato accademico il Gioberti); da Empoli, ove da tempo si era sparsa voce che il Gran Piemontese sarebbe andato, un giorno, ospite del Salvagnoli nella villa di Corniola; da Firenze, e lo stesso Leopoldo aveva voluto esser presente, in ispirito, inviando, con incarico che dopo vedremo qual'era, il Presidente del Consiglio, marchese Cosimo Ridolfi. *'
Una persona mancò, fra i rappresentanti della Val di Nievole, e che pare era stato sull'ale per correre a Livorno ad abbracciare il Gioberti; ma un certo disturbo nato a Pescia a conto di birri aveva tolto a Giuseppe Giusti tal consolazione, obbligandolo a star fermo al suo posto, co' suoi spallacci di civico in servizio d'ordine. 2J
1) A proposito di Vineenso Gioberti a Livorno vedi il dotto studio di EKSÌMO MICHEL in Lihurni Civita* (Rivista della Città dì Livorno, A. II, fase VI, pp. 282-
290, 1929).
2) Vedi Epistolario edito e inedito di Giuseppe Giusti, raccolto ordinato e annotato da F. Martini, Le Mounier, Firenze 1904, voi. III, p. 159 (lett. 629) da Pescia 24 maggio, inviata a Roma al Gioberti. Vedi G. MASSÀIO, Ricordi biografici, voi. III,