Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <200>
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200 Tomaso Fracassi ni
Ma intanto rimaneva a Roma colmato di onori, e Pietro Tenerani ne scolpiva l'effigie, i professori dell'Università lo iscrivevano fra loro; come in Campidoglio era scritto Cittadino romano; e perfino veniva cam­biato il nome alla via dell'albergo ov'egli soggiornava e Via Borgognotta si trasformava in Via Gioberti. I ricevimenti solenni per lui si susse­guivano, dal Circolo Romano a quello dei Commercianti; dal Circolo Popolare a quello delle Arti.
Né mancava la dimostrazione armata, che, sullo spiazzato davanti a Villa Piombino aveva luogo una gran rivista di milizia cittadina: e tutte le dimostrazióni eran dominate dal reiterato Evviva Gioberti ! il qual Gioberti largheggiava nel compenso di suasivi sermoni politici, come quello cbe, inneggiando alla fortuna delle armi piemontesi vitto­riose a Goito, culminava in un inatteso Evviva al Papa italiano che cingerà la corona di ferro sul capo del vincitore di Goito e di Peschiera /.
In tanto succedersi di entusiasmo sembrava cbe Roma reagisse agli effetti in sé sofferti per la funesta enciclica, stringendosi in una salda concordia di rinnovate speranze. Ma al fondo di cotesto fervore popolare si ravvivava la sorda propaganda svalutatrice dell'influenza e dell'opera giobertiana. H Sanfedismo, il Gesuitismo, la reazione in genere non disarmavano e, quando egli ebbe lasciato Roma, si riface­vano largamente contro colui, cbe definirono precursore delle aberra­zioni Piane; e le cose di Roma tornavano come prima del 24 maggio e come dòpo il 29 aprile.
XVI.
Ma lasciamo anche al Massari l'ufficio d'illustrare il soggiorno e l'opera del Gioberti a Roma, in quelle lettere che invia a Vincenzo Salvagnoli, perchè ne tragga notizie per i lettori de La Patria.
Giungemmo ieri a Roma alle tre (la lettera è del 25 maggio). Il passaporto tradì l'iiieognito di Gioberti, e nel recarsi aUMloergo, seguitarono la carrozza correndo parecchie persone gridando Evviva Gioberti. Alle quattro il grande scrittore si recò a piedi dall'Inviato di Sardegna, marchese Pareto; il popolo numerosissimo lo acclamò con grande energia: Gioberti uscì sul balcone dell'ambasciata, ed io in nome suo ringraziai il popolo romano dicendo che il Gioberti a causa della sua rau­cedine avrebbe risposto per iscritto. Iersera vi fa illuminazione ed eSÌ*Attergo deU VInghilterra* dove si abita, fu un andare e venire sterminato dì gente. Venne Galletti, ministro della polizia, ed altri ragguardevoli personaggi. Un picchetto d'onore della guardia civica fa guardia. Oggi a mezzodì il gran filosofo è al Quirinale da Pio IX, che subito gli ha accordato udienza.
i) Vedi G. MASSAUI, RUarii biografici, op. cit., voi. DJ, pp. 128-132.