Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <201>
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Il ritorno di Gioberti in Italia 201
Qui termina ia parte della lettera massariana che, modificata con le opportune varianti, compariva pubblicata come notizia diretta, ne La Patria del 27 maggio. *)
Ma continuava in fine così:
Ti prego, mio dilettissimo amico, ad inserire la seguente mia lettera nella
Patria colla protesta dei miei colleghi, accompagnandola con le parole che ti
sembreranno opportune, con quelle che tu solo in Italia sai scrivere. Ti abbraccio .
Più sotto:
Pubblica tutte le firme.
Ài signori Direttori della Patria Miei carissimi amici.
Mi arreco la premura d'inviarvi la protesta del Parlamento napolitano contro la violenza e gl'insulti che gli vennero fatti. Nel trasmettervi questo importante docu­mento io credo dovere di cittadino e di rappresentante della nazione dichiarare solen­nemente, che io approvo in tutto e per tutto la condotta legale e generosa dei miei onorevoli colleghi, e che ove per fortuna fossi stato a Napoli in quei giorni il mio contegno sarebbe stato perfettamente identico a quello ch'essi serbarono con un coraggio civile, che sovrasta a qualsiasi elogio.
Il V.xo aff.mo Amico Di Roma il 25 maggio 1848. Giuseppe Massari.
E anche questa lettera con la protesta, le firme e le desiderate parole di Vincenzo Salvagnoli, era stampata nel n. 263 de La Patria, del 27 maggio.
Superate le ore del primo entusiasmo, ecco il Gioberti a svolgere la sua volontaria missione presso il Pontefice. E Massari riferisce in data 26 maggio (la parte che serve di corrispondenza è pubblicata, sempre conle opportune varianti, il 29 successivo, nel quotidiano fiorentino, ed è quella che contrassegnamo fra due asterischi) :
Carissimo Amico mio.
* Ieri a mezzodì Gioberti andò dal Papa, dal quale fu ricevuto affabilmente ed amorevolmente: il colloquio durò 35 minuti: l'incontro fra i due grandi iniziatori dell'italiano risorgimento fu commoventissimo e degno di entrambi: si sa di certo che l'uno rimase altamente e reciprocamente soddisfatto dell'altro. Si dice che il colloquio variò molto intorno ai grandi vantaggi che risultano alla Romagna dalla sua alleanza olla civiltà e coll'italico risorgimento. Gioberti usci col convincimento profondo che Pio avrebbe compiuto l'opera cosi generosamente incominciata. Pio IX non volle che Gioberti gli baciasse il piede, ma la mano: e lo fece sedere. La sera, il popolo romano fece una stupenda dimostrazione sótto la finestra del Gioberti,
ì) Archivio Salvagnoli, Corniola, lettere Massari a Salvagnoli da Roma (e. F.) in data 25 maggio. La corrispondenza tolta a quella appariva nella Patria, n. 263 (27 maggio).