Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <202>
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Tomaso Fracassini
H quale quantunque arrecato disse poche parole intorno al gran Pontefice, le quali furono applauditissime. Il Gioberti mostrò la necessità di non confonder mai il Pon­tefice col Principe, e disse Guai a me se avessi condannato Pio per qualche suo atto o paróla, che no mi fosse sembrata consenziente con la sua condotta; ora che ho conosciuto U suo grandmammo ne proverei un rimorso ineffabile.
Queste parole fecero furore: si senti come tuono Viva Pio IX, Viva Gioberti, Più tardi il conte Marni ani annunziò al Circolo romano la magnifica risoluzione del generale Pepe, e lesse l'indirizzo presentato dal ministero a S. S. per ringraziarla della stupenda lettera scritta all'Imperatore d'Austria a favore della Nazionalità italiana.
Quell'annunzio e quella lettura destarono entusiasmo indescrivibile. Tutta la via del Corso rimbombò delle grida di Evviva U General Pepe, evviva Pio IX. Sta­mani a Montecavallo il popolo fa una gran dimostrazione al papa, e poi un'altra al Gioberti. Quest'ultimo è festeggiato dai Romani in modo straordinario: Ciceruacchio, l'ottimo popolano, è stato a trovarlo: si sono abbracciati. Non posso dire quanto fu commovente e sublime l'incontro dell'immortale scrittore col gran popolano. Le nature elette sono necessariamente sorelle.*
Addio, ottimo amico, i miei napolitani ti ringraziano del calore col quale perori la nostra causa: io, se mei permetti, ti manderò articoli e lettere-nel medesimo senso. Gioberti ti abbraccia. Salutami il Barone, Lambruschini, ViUamarina; di* a quest'ultimo, che Gioberti verrà di certo ad alloggiare in casa sua col Baracco: è affare conchiuso: io l'ò persuaso senza gran fatica. Addio di nuovo. *)
Tutto tuo G. Massari.
Il giorno dopo, altro interessante resoconto, che data la sua brevità, appare di seguito al precedente, nello stesso n. 265 (29 maggio):
Carissimo, I Roma* 27 masgÌ0'
Ecco la lettera del Papa.* Iersera tre nuove dimostrazioni fatte al Gioberti, una innanzi alla finestra dell'Albergò, ov'egli abita: la seconda al Casino commerciale; la terza al quartiere del sesto battaglione della guardia civica. Dopo, il gran filosofo si recò al Caffè delle Belle Arti, dove fu accerchiato da gran folla di gente e fu applauditissimo. Parlò molto dell'unione italiana; delle immanità del re di Napoli e della necessità di stare uniti a Pio IX ed a Carlo Alberto.* 2) Addio
Tutto tuo G. Massari.
Il giorno 29 altra lunga lettera, riprodotta quasi per intiero nel n. 267, del 31 maggio, del quotidiano fiorentino:
Carissimo
* Ogni giorno nuova festa al Gioberti. Avanti ieri sera il gran filosofo si recò al Circolo popolare, dove venne accolto con straordinarie acclamazioni. Furono pro­nunciati parecchi discorsi a lode del Gioberti, a' quali egli rispose con quell'angelica
i) Archivio Salvagnoli, Corniola, lettere di Massari a Salvagnoli del 26 e del 27 maggio (cop. di F.) ambedue, per la parte di corrispondenza, riportate ne La Patria, m 265 (29 maggio).
3) Ibidem.