Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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203
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Il ritorno di Gioberti in Italia
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modestia, clic lo accompagna. Lodò l'istituzione del Circolo, e mostrò la necessità di provvedere all'educazione popolare. Il buon Cicoruaccluo allora improvvisò questi versi, che vanno trascritti nella loro ruvida sì ma ingenua e commovente semplicità.
0 osila Italia, tu hai gli occhi aporti Per Venlusiasmo de li popoli E la penna de Gioberti
Grandi applausi seguirono le parole dell'ottimo popolano. Dopo, il sig. Massari, invitato dal Gioberti, tenne parola dei casi di Napoli, dichiarò i suoi compaesani essere costituzionali e per V Untane, ma non borbonici, e propose un evviva ap pia uditissimo all' uni Là italiana. La seduta fu sciolta e Gioberti ricondotto a casa con grandissimi applausi. Ieri alle cinque l'immortale scrittore si recò alla Villa Ludo-visi, dove era schierato il 3 battaglione della Civica. Che magnifico colpo d'occhio! All'apparire del Gioberti fu uno scoppio di evviva indescrivibile. La Principessa e il Principe Ludovisi fecero egregiamente gli onori dell'accoglienza. La sera alle nove e mezzo Gioberti andò fra sterminata folla di gente al Caffè Nuovo (Caffè Ruspoli) parato a festa splendidamente. La sala echeggiò di reiterati evviva al gran filosofo: il quale poscia andò al Circolo Artistico, dove fu pure splendidamente festeggiato. Roma si mostra veramente grande in questa straordinaria accoglienza al gran. Banditore dell'Italiana Unità. Stasera il Circolo Romano sarà onorato dalla di lui presenza.* Te ne scriverò domani.
Certo si è che, fra i giornali italiani, La Patria è il meglio informato I di questa straordinaria accoglienza; anche dei confratelli romani come H Contemporaneo che riconosce Gioberti e Roma essere due nomi che la storia meravigliosa di quest'epoca non potrà scompagnare, e quando accenna al parlare in pubblico del filosofo patriotta, vi ritrova quella medesima eloquenza, quel medesimo amor patrio, quel vivo sentimento che trascina il grand'uomo ad onorare tutto ciò che v'è di bello e di grande sulla terra. x)
xvn.
Purtroppo, quando questo articoletto del giornale romano è letto a Firenze, altre notizie giungono dal campo ove i volontari toscani [aggiunti all'esercito di Carlo Alberto, hanno subito la dura prova del soverehiante fuoco austriaco.
Toscana ha versato il sangue generoso della sua gente partita dalle ;rÌve dell'Arno a schierarsi sotto Mantova. Maestri e discepoli delle università di Siena e di Pisa, affratellati nella stessa resistenza eroica che raffrena tra Cariatone e Montanara l'avanzata nemica, hanno apprestato ai Piemontesi la fulgida giornata di Goito.
l) Vedi Gazzetta di Firenze, n. 126 (29 maggio) da H Contemporaneo di Roma.