Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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204
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204
Tomaso Fracassi.nl
Lombardia esulta por la vittoria, ma non dimentica che Toscana è in latto, e alle donne gentili di onesta Terra le consorelle milanesi rivolgono un affettuoso pensiero:
Ah! perchè mai l'animo nostro non può aprirsi interamente alla gioia di questa grande vittoria Italiana? D nostro cuore si strugge pensando a voi; noi vi veggiamo piangere e piangiamo con voi, troppo debole conforto, ma pur runico che a tanta sventura possiamo offrirvi, o donne della Toscana... 0
Ma non è questo compianto che accolgono le madri, le spose, le sorelle, i cui congiunti caddero gloriosi per il trionfo dell4 Italia redenta. Risponderà per esse Isabella Rossi-Gabardi-Brocchi*) e dirà, con molte parole, che non occhi piangenti ma rassegnata fierezza di cuori opposero le donne della Toscana al glorioso lutto che le colpiva. Ancor esse consapevoli come: Chi per la Patria muor vissuto è assai.
Torniamo a Roma.
* L'adunanza del Cìrcolo Romano iersera fu brillantissima: il Gioberti fu accolto in modo degno di lui e della grande idea della quale è l'eloquentissiino e impareggiabile Apostolo. Il presidente del Circolo, aw. Gnoli salutò con acconcio discorso il Gioberti, il quale fece leggere in risposta uno stupendo discorso dall'amico Massari.
Il dottor Sterbini lesse quindi anch'egli un'allocuzione applauditissima: il signor Meucci ed altri pronunciarono bellissimi discorsi allusivi alla fausta occasione. Tolsero poscia a parlare tre deputati napolitani, il sigr De Blasiis, il sigr Dorotea ed il sigr Massari. I due primi lessero ciascheduno un discorso, nel quale dichiararono il regno di Napoli non esser secondo a verun'altra provincia d'Italia nel tributare affetto e stima al gran Gioberti: il sigr Massari invitato a parlare improvvisò un discorso, che commosse profondamente l'assemblea e fu interrotto e coronato da segni non dubbi di benevolenza e di adesione. L'oratore lamentò che le tristi condizioni di Napoli vietassero al Gioberti di recarvisi, e poscia delineò il quadro delle sventure di quella generosa città e delle immanità del governo borbonico: fini presso a poco con queste parole, che furono applaudi ti rissime. * Signori, l'opinione pubblica oggi è regina del mondo: i suoi decreti sono inappellabili. Questa opinione disse che il Gesuitismo e l'italiana Nazionalità essere incompatibili ed il Gesuitismo è svanito. Questa opinione disse che l'Austria e l'italiana Nazionalità erano incompatibili e l'Austria, se non è svanita, sta per svanire, svanirà di certo sotto i colpi della spada gloriosa di Carlo Alberto. Questa opinione disse che Carlo Borbone e Francesco di Modena dovevano dividere le sortì. dell'Austria, e i due dachini non son più. Ora questa opinione ha pronunciato un altro grave decreto, e sarà eseguito: Ferdinando Borbone e l'italiana Nazionalità sono incompatibili .
i) Vedi La Patria, n. 272 (5 giugno). L'indirizzo delle Donne Lombarde aveva la data 31 maggio; era riportato anche dalla Gazzetta di Firenze (tolto dalla Gazzetta di Milano), a. 135 (8 giugno); era firmato da Teresa Manzoni, Costanza Arconati, Margherita Collcgno, Giustina Verri, Marianna Trivulzio, Cristina Archinto Trìvulzio e Maria Borromeo, Luigia Casati, Luigia Melzì Brignole, Gina Somaglia, Luisa d'Azeglio, Virginia Bassi, Marianna Greppi, Costanza Taverna, Carolina Litta, ecc., ecc.
2) Vedi Gazzetta di Furente, n. 147 (23 giugno).