Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <208>
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Tomaso Fracassini
Nazionalità. H popolo romano squisitamente italiano e liberala coi suoi applausi reiterati
e vivissimi attestò la sua simpatia a* tre grandi promotori dell'italico risorgimento. *
Addio in gran fretta: ci vediamo presto: te lo scriverò. Gioberti ti saluta.*)
Le parole in corsivo incluse in parentesi, erano aggiunte di pugno del Salvagnoli, perchè non apparisse dimenticato il sacrifizio dei volon­tari toscani e che le armi vittoriose affidate alla benedizione di Pio, erano italiche.
Il ricevimento in Campidoglio del 5 giugno fu veramente signifi­cativo. Diceva il Senatore di Roma:
Sì, onorevoli miei colleghi, l'essersi da voi con tanto plauso, ricevuto ed accolto nella Cittadinanza Romana l'illustre Vincenzo Gioberti, è una novella Gloria da iscriversi con lettere auree nei fasti Capitolini, è un merito di cui l'Italia vi terrà conto e di cui Roma dovrà esservi sempre grata e riconoscente.
Quando i nostri lontani successori, sopra questa sede municipale, avidi ricer­cheranno le memorie del Comune di Roma, e vedranno scritto questo felice avveni­mento del 1848 in che per somma magnanimità di quella mente sublime, e di quel cuore benefico che ci governa, il Senato Romano fu sotto nuova forma piò degno dei tempi, costituito, ed aprendo il nuovo libro delta cittadinanza vi leggeranno per primo il nome di Vincenzo Gioberti, ravviseranno in voi, e vi commenderanno altamente quali fedeli osservatori delle ottime consuetudini dei nostri antichi padri, quali estimatori della sapienza, e quali caldi ammiratori dell'indipendenza italiana. 2)
Continuando le sue informazioni, il Massari fa sapere che, dopo la inaugurazione delle Camere, non c'è stata più riunione di deputati, perchè manca in Roma il numero legale per render valide le delibera­zioni. L'assenza dei deputati delle provincie sembra motivata da un certo timore di veder Roma insanguinata come Napoli. Il ministero però non si è dimesso e la crisi è aggiornata.
Gioberti è indefesso nel predicare l'unione a Pio e la conciliazione: se i libe­rali commetteranno il gran fallo di staccarsi da] Papa Iddio solamente sa quel che avverrà della nostra povera Italia. Il buon Pio aggiunge il Massari j fu consolatissimo della vittoria di C. Alberto e disse: io non sono di quollì che hanno invidia della gloria del Re di Sardegna, io desidero con tutto il cuore la formazione del Regno Italico !.. 3)
Intanto egli aveva dato ordine al Nunzio pontificio in Napoli, monsignor Gariboldi, d'invitare quel Governo a revocar l'ordine di richiamo delle truppe che dovevano passare il Po e recarsi in Lombardia.
!) Archivia Salvagnoli, Corniola, lettera Massari a Salvagnoli da Roma del 5 giugno (e. F.); corrispondenza ne La Patria, n. 274 (7 giugno).
s) V'odi Gazzetta di Firenze, n. 135 (8 giugno). Senatore di Roma era il Principe Corsini.
3) Archivio Salvagnoli, Corniola, lettere Massari a Salvagnoli da Roma (e. F.) del 7 giugno; corrispondenza ne La Patria, tu 276 (9 giugno).