Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <213>
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Il ritorno di Gioberti in Italia
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ostacolavano 1* introduzione in Toscana delle sue opere. Altri tempi, dicevamo, ed altri uomini: il 24 giugno 1848 Vincenzo Gioberti poteva essere accolto come un sovrano regnante, in quella città che fra tutte le altre della Penisola gli era carissima, la città delle sue predilezioni ove già aveva brevemente soggiornato nel 1828 . *)
Quando egli vi ritorna, essa festeggia il Battista con solennità ridotta alle semplici funzioni religiose; sospeso ogni sfarzo civile, inter­rotta ogni pubblica e popolare manifestazione, chè, mentre nei Campi Lombardi combattesi per l'Indipendenza d'Italia, ed ogni speranza di questa pende dalla sorte delle Armi tutti i veri figli della bella Penisola
debbono potentemente concorrere non solo a facilitar di mezzi quei generosi fratelli che per la salvezza comune si espongono volenterosi ai disastri e pericoli della guerra, quanto pure debbono prender cura delle loro famiglie col sovvenirle, ove in bisogno si trovino. Sotto questi due aspetti, nell'imperiosità delle attuali circostanze, può 'e deve risguardarsi il vero amor di Patria.'2)
Verso le nove antimeridiane Gioberti entra nella Capitale:
La fama del suo nome ha chiamato le popolazioni delle terre e delle città nostre per le quali è passato, ad onorarlo come si potea il meglio, e prima di tutti la guardia civica dei detti paesi e città, che ha voluto accompagnarlo iusino a Firenze.
Giunto in mezzo a noi dice il comunicato ufficiale ha ricevuto gli applausi di tutto un popolo desideroso di ammirare il grande filosofo, ed il grande cittadino d'Italia. Non poteva muover passo senza che una moltitudine entusiasta non lo cir­condasse, festeggiandolo, applaudendolo. Recatosi a Palazzo Vecchio, il popolo che numeroso lo seguitava, lo ha costretto ad affacciarsi ad una delle finestre che guar­dano il cortile, ed a promettere, che non potendo parlare, avrebbe nel dì appresso pubblicato un discorso.
Ha oggi non ha potuto non contentare il numeroso popolo che sotto le finestre delle Isole Britanniche, dove ha preso alloggio, continuamente lo chiamava a ren­derlo lieto della sua presenza. Oggi ha parlato, e noi, se la memoria non ci inganna, riportiamo queste parole le quali sono state seguite dai più fragorosi applausi:
Fiorentini, grufate evviva a Leopoldo Tf, che in tempi difficili ha saputo e voluto mantenere una gran parte delle pubbliche libertà, e che oggi, unito a Pio IX ed a Carlo Alberto, concorra cosi lealmente al conquisto della indipendenza d'Italia .3)
li) Nell'autunno del 1828 il Gioberti si era recalo a fare un viaggio in Lombardia e nell'Italia Centrale: viaggio pieno di graditissime impressioni, a Milano, Bologna, Firenze, cominciate con la visita al Manzoni e terminate con la conoscenza di Giacomo Leopardi. Vedi Archivio Salvagnoli, Corniola lettera di Massari a Salvagnoli del 10 giugno (e. F,); .norrìspondisn/ji de La Patria, n. 280 (13 giugno); per il discorso Mainiani il commento fatto dal Salvagnoli ò nel n. 283 (16 giugno).
z) Vedi manifesto della R. Società di S. Giovanni Battista, in Firenze (12 giugno).
3) Vedi Gazzetta di Firenze * 148 (25 giugno).
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