Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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219
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// ritorno di Gioberti in Italia 219
a lui. E in disparte si tenne anche il Salvagnoli che pure aveva suggerito l'idea; e voUe esimersi dall'incarico di presentare l'Albo, come lo avevano designato alcune delle offerenti, sapendo che se egli gradiva l'incarico avrebbe fatto piacere a tutte . **
Lo sostituì un popolare gentiluomo ventiseenne, Ubaldino Peruzzi, e a lui il Gioberti faceva pervenire quella lettera di ringraziamento, del 4 di luglio, alle Donne Fiorentine, che il Massari riportò per intiero, nei ricordi biografici da lui raccolti in memoria dell'insigne Amico, senza dire perchè il Gioberti l'aveva scritta.
Lettera che, riprodotta in nitido facsimile litografico, venne rimessa in copia a quanti, artisti, scrittori, oblatrici, avevano contribuito alla combinazione dell'Albo.2)
Sicché, a festa finita, fu un ringraziamento generale rivolto alla organizzatrice della iniziativa per aver dato scrivevano le gentili signore occasione di contribuire alla formazione del bellissimo album che ci ha fruttato la preziosissima lettera del Gioberti.
*) Ad un altro gruppo di dame fiorentine, il Salvagnoli suggerì di donare al Gioberti una penna d'oro, e cosi fu fatto: vedi T. FRACASSINE Vincenzo Gioberti e le Donne Fiorentine (loc. cit.).
Per la consegna dell'Albo al Gioberti si era pensato a tre modi: o incaricare una persona di conoscenza del Gioberti, che a lui lo desse; o tirare a sorte tre nomi di signore che glielo portassero; ovvero una signora avrebbe invitato l'onorando a un ricevimento e l'albo gli verrebbe consegnato a nome di tutte. L* invito femminile fu scartato subito; e anche il sorteggio delle tre signore; fu invece approvato d'incaricare un gentiluomo amico da ambo le parti, per la presentazione dell'omaggio. Si fecero tre nomi: Ubaldino Peruzzi, l'aw. Gap. Francesco Rimediotti e Vincenzo Salvagnoli; ma quest'ultimo domandava la Ginorì alla De* Pazzi potrebbe gradire l'incarico; aggiungendo ancora che, il nome del Salvagnoli, piaceva a tutte. L* incarico se lo prese invece Ubaldino Peruzzi ed a lui il Gioberti inviò quella lettera di ringraziamento del 4 luglio, alle Donne Fiorentine (vedila in Ricordi biografici, ecc., op. cit., voi. Ili, p. 634). L'albo fu anche esposto il 29 giugno, prima della consegna, in una sala del Palazzo Ginorì, e soltanto per le persone che in qualche modo vi avevano contribuito.
2) Fu nel maggio del 1937 (XVI) che uno di talifac-simili rivide la luce come lettera inedita e autografa, inviata dal Gioberti a Monsignor Umberti, prima che questi divenisse Arcivescovo di Firenze, nel 1857. Lo scopritore si affrettò a far parlare la stampa quotidiana, dell'avvenuto ritrovamento. L'equivoco apparve evidente ai cultori, anche ai più modesti, di memorie giobertiune. Le troppe inesattezze biografiche e qualche grottesco rilievo avanzato (in buona fede, si capisce) dallo scopritore non poteron fare -a meno, per quanto egli fosse un membro della R. Deputazione di Storia Patria di Firenze, di provocare da parte nostra una semplice rettifica epistolare che, naturalmente, ristabilì la verità storica, la quale, attorno alla breve permanenza del Gioberti a Firenze, nel giugno-luglio del '48, ora anche da noi conosciuta. Vedi // Telegrafo del 20 e del 23 maggio XV; vedi anche T. FHACASSINI, Di una Lettera Giobarliana e d'altro ancora, in Quid Novi fase. 1-2, A. IH, 1938 (XVI), Società Tipografica Editrice, Modena.