Rassegna storica del Risorgimento

GIOBERTI VINCENZO
anno <1939>   pagina <224>
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224 Tomaso Fracassali
L'Accademia della Crusca si exa data da fare, anch'essa, pel rice­vimento del sommo scrittore. Questa cerimonia fu come un sussulto di vitalità fremente in un corpo che prima languiva; eppoi tornava a languire.
Degne parole gì' indirizzò Parciconsolo Antinori, alle quali rispose il politico filosofo con un discorso magnifico sui pregi della Toscana rispetto alla lingua.
Come il consorzio umano comincia dal municipio conclamava il Gioberti e termina nella nazione, che ne è l'ultimo incremento e perfezionamento; cosi il par­lare è da principio un dialetto orale, plebeo e municipale, e in fine ima lingua scritta nobile e nazionale. Dialetto e lingua sono due estremi, che rappresentano due stati disp arabissimi della cosa medesima, e differiscono fra loro come il germe e il fratto, l'ori­gine e il compimento, la puerizia e la maturczza. Cosi l'idioma illustre onde l'Italia si gloria, non fu altro ne* suoi inizi che il dialetto fiorentino; il quale antiposto di mano in mano ai parlari delle altre città e province, e colto dai poeti, dai dotti, dagli scrittori per la sua unica bellezza nelle varie parti della penisola, divenne in fine l'idioma proprio delle nostre lettere, e il vincolo cornane dell'italiana famiglia.
Squarcio dottrinario, d'erudizione che rivelava al completo l'uni­versa sapienza del filosofo torinese a cui Firenze concedette ancora di esprimere come si conciliavano nel di lui pensiero Religione e Patria. Infatti ultima dimostrazione ammirativa rivolta al precursore poli­tico in veste d'uomo di Chiesa il 30 una deputazione di ecclesiastici si recava presso di lui, per tributargli, a nome del Clero metropolitano, un omaggio di reverenza e gratitudine.
Un membro di tal deputazione (ovvero il canonico don Guido Palagi) ne esprimeva i sentimenti d'indefettibile fedeltà per la Religione Cattolica, ma anche esuberanti di patrio affetto.
Rivolgendosi alla prima gloria del Chiericato Italiano, restau­ratore della Filosofia Cattolica, iniziatore del nostro Risorgimento Nazionale i sacerdoti fiorentini dichiaravano:
... Noi ci rallegrammo che il tempo segnato negli eterni decreti alla libertà e indipendenza di questa. noBtra carissima terra fosse giunto alla fine; ad aiutare un tanto bene indirizzammo le nostre core, certi, che il Risorgimento Italiano conferisca assaissimo a rimettere in fiore le credenze cattoliche.
Rispondeva, fra l'altro, il Gioberti (riconoscendo i meriti del Clero fiorentino, devoto al Romano seggio, ma anche alla causa della
1) Vedi Enrico Biodi e Cesare Guasti, in Poesie e Prose di Giuseppe Arcangeli, Firenze, Barbera, 1857, voi. I, pp. 1VII, LVHI; vedi ne La Patria, n. 6 (6 luglio) il discorso del Gioberti alla Crusca il 30 giugno.