Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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225
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Il ritorno di Gioberti in Italia 225
Nazionalità) che in Firenze era nata, con la lingua italiana, l'idea Guelfa la cui essenza consiste nell'intimo connubio tra lei e l'Italia delle franchigie, tanto che da Firenze derivava il concetto e l'eloquio Italico, che sono i due vincoli nazionali della penisola nel doppio giro della vita esterna.
Spettare, quindi, al'Chiericato fiorentino:
il combattere gli istinti superstiti del Municipio che ci minacciano insisteva il Messaggero piemontese ; come quelli che più di tutti contrastano al genio concorde e universale del Cattolicismo.
E invero le dissensioni municipali o provinciali nel grembo di una Nazione sono altrettanto che le resie e gii scismi nel seno della Chiesa, opponendosi a quella perfetta comunione di affetti e di vita, che è l'anima dell' Evangelio.
Questa risposta del Gioberti era data l'8 di luglio, poche ore ìnnaTugi che egli partisse da Firenze.l) Negli ultimi giorni aveva dovuto portarsi nelle città vicine che ambivano una sua visita. E il 2 di luglio recavasi a Pistoia e a Prato, e qui, nell'antica Terra laniera fondata sulle rive del Bisenzio, eragli rinnovato l'onore di un'altra cittadinanza conferitagli. Sicché, ringraziando, scriveva:
Tornando alle regioni settentrionali d'Italia, dirò ai loro abitanti: Io sono cittadino di Firenze e di Prato; ma quest'onore è fatto per voi. Non io, ma voi rinnovate l'antico lustro delle armi Italiane, e pregate per la patria indipendenza; a voi dunque mira in effetto il titolo che mi fu conferito, come ad uomo nativo delle vostre Provincie. Quei generosi vollero onorare i meriti vostri nella mia persona, benché essa non ne partecipi; vollero rendere omaggio con gentilezza toscana alla fortezza subalpina. A voi dunque s'aspetta di ricambiare il benefizio, compiendo l'opera che avete gloriosamente incominciata.
Cacciate perciò la barbarie dalle nostre terre, come i Toscani la cacciano dalla nostra lingua e dai nostri costumi e così l'Italia sarà redenta; che nel cambio difficile ' della grazia e del vigore dell'eleganza e delle forze, risiedo la civiltà vera e la perfetta eccellenza delle nazioni.2)
t) Vedi Gazzetta di Firenze, n. 164 (12 luglio): vi è riportato l'indirizzo degli ecclesiastici fiorentini e la risposta del Gioberti.
2) Vedi T. FBACASSINI, Vincenzo Gioberti e Cesare Guasti (il Gioberti a Prato), in Archivio Storico Pratese, A. XV, fase. Ili, 1937-XV.
Vedi La Patria, n. 4 (4 luglio) per l'indirizzo dei Pistoiesi al Gioberti; n. 16 (16 luglio) per la lettera di Gioberti al Gonfaloniere di Pistoia; n. 15 (15 baglio) per la lettera di Gioberti alia Magistratura Civica di Prato, la quale, dopo avere indirizzato all'Apostolo, ospite della Città del Bisenzio ai 2 di luglio (e in quel giorno andava anche a Pistoia) un memorabile saluto, il 4 successivo, in adunanza straordinaria, nominava il Gioberti suo cittadino onorario. E il Gioberti ringraziava il giorno 5: nn ringraziamento che fu stampato e diffuso in molte copie.