Rassegna storica del Risorgimento
GIOBERTI VINCENZO
anno
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1939
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pagina
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226
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226
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Conveniamo che fino al 5 luglio, fra i varf indicizzi di saluto e di ringraziamento dedicati a coloro che onoravano in lui il Cittadino di tutta Italia, egli non aveva espresso parole migliori di queste, che non tanto alla Città del Bisenzio ma a tutta la Toscana regione mirabilmente affratellata al Piemonte nella redenzione morale e politica della nazionalità italiana erano rivolte. P
XXUI.
Dopo due giorni di permanenza a Livorno durante la quale il Granduca accompagnato dal gran principe ereditario, recava-i imbarcato sul Giglio fino a Viareggio per poche ore la domenica del 2 luglio il principe partiva alla volta di Lucca, e proseguiva oltre;, fino a Massa, raggiungendola la sera stessa.
Appena arrivato, firmava il decreto col quale, volendo fare onore al Sommo filosofo, a cui tanto deve della sua nuova vita l'Italia, e amando altresì che dell'illustre suo nome si fregi la Pisana Università, Vincenzo Gioberti era nominato professore onorario della Università di Pisa.
Era ixn*alta soddisfazione morale concessa sotto l'imperio del momento, ma riparazione insufficiente al patito affronto di cinque anni innanzi. Nel 1843, e nel tempo successivo, prima di tornare in Italia, égli aveva considerato come
Una grave disgrazia la perdita della cattedra di Pisa: se avesse ottenuto di stabilirai in Toscana, non avrebbe subito lo sconcerto della salute, dipendente in gran parte dalle condizioni del suo vivere a Bruxellc, e la diminuzione d'attitudine al lavoro; e si sarebbe procacciato un ricovero onorato, sicuro, tranquillo per la sua vecchiezza sotto il cielo più. mite d1 Italia: danno immenso, irrimediabile, perchè nessuno può restituire la sanità consumata e il tempo speso inutilmente, e assai peggiore del primo esilio, perchè non consolato dalla speranza d"un'altra occasione di rimpatriare....2)
Riprendendo il viaggio, la sera del 3 luglio il Granduca era a Carrara, e vi si tratteneva tutto il 4; il 5 era a Fosdinovo, da dove ripartiva la sera, per* giungere a Fivizzano e da qui muovere, nel pomeriggio del 6, per la via di Bagnone onde sostare e pernottare ad Aulla, ed essere la sera del 7 a Bagnone e, il successivo giorno 8, a Pontremoli.
Il 9 ripartiva di là e tornava a Lucca, trattenen dovisi fino al 13, e presenziando in questa città e in cotesto giorno, la solenne
i) Vedi Gazzetta di Firenze, u. 154 (4 loglio). 2) Vedi A. DE RUBEHTIS, loe. cit., p. 100.
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